Le parole di Nicola Gratteri, per il quale le “persone per bene” voteranno “No” al referendum sulla riforma della giustizia, hanno avuto il merito di mostrare l’altro volto della magistratura: quello buono, democratico (quindi aperto al confronto e al dialogo) e giusto.
Ben 51 togati hanno sentito il bisogno di dissociarsi totalmente dal ragionamento del collega ed hanno diramato una nota nella quale si legge: “Nell’assordante silenzio dell’Anm apprendiamo dall’ultima dichiarazione pubblica − resa, ancora una volta, senza contraddittorio − dal Procuratore di Napoli Gratteri che votano ‘No’ ‘le persone per bene e le persone che credono nella legalità’, mentre votano ‘Sì’ ‘gli indagati, gli imputati, gli appartenenti alla massoneria deviata e a tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente’. Dopo l’inversione a U sul sorteggio e la falsa citazione di Falcone, ora la lectio magistralis sull’identikit del voto. Ci scusiamo con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati da tali affermazioni. La cultura della giurisdizione è per noi comandamento di vita e non vuoto slogan da fiera”.
E, criticando le modalità “scomposte” con le quali si sta portando avanti la campagna referendaria, concludo provocatoriamente: “Intanto, aumentano le adesioni dei Magistrati che votano Sì. Ci indaghi tutti, sig. Gratteri”.
Questi magistrati dimostrano di aver appreso una lezione basica di democrazia: in uno Stato di diritto chi ha opinioni diverse dalle nostre non può mai essere demonizzato. E mai si può ricorrere a menzogne per supportare il proprio schieramento.
Questi magistrati meritano un ringraziamento in quanto, con la loro forte presa di posizione, riabilitano agli occhi dei cittadini la magistratura tutta. Quindi grazie a: Andrea Amedei, presidente sezione Locri; Valeria Ardito, magistrato in quiescenza, già sostituto procuratore Verona; Giuseppe Bianco, sostituto procuratore Roma; Luigi Bobbio, giudice Tribunale Nocera Inferiore; Francesco Bretone, sostituto procuratore generale Bari; Salvatore Cantaro, magistrato in quiescenza, già sostituto procuratore generale Corte Appello Roma; Bruno Castagnoli, magistrato in quiescenza, già presidente Tribunale Fermo; Giuliano Castiglia, magistrato tributario, già magistrato ordinario; Costanzo Cea, magistrato in quiescenza, già presidente sezione Corte Appello Bari; Natalia Ceccarelli, consigliere Corte Appello Napoli, componente Cdcanm.; Fernanda Cervetti, magistrato in quiescenza, già consigliere Corte appello e presidente della Corte tributaria di Torino; Giuseppe Cioffi, giudice Tribunale Napoli nord; Daniele Colucci, consigliere Corte Appello Napoli; Fabrizio Cosentino, consigliere corte d’appello Catanzaro; Giuseppe Cricenti, consigliere Corte di Cassazione; Edoardo D’Ambrosio, presidente sezione Tribunale di Crotone; Alfonso D’Avino, procuratore Procura Parma; Gabriele Di Maio, presidente sezione Corte Giustizia tributaria secondo grado Campania, già consigliere Corte Appello Salerno sezione lavoro; Fabrizia Fiore, Gip tribunale Napoli; Mario Fiore, presidente sezione Corte Giustizia Tributaria primo grado Salerno, già magistrato di sorveglianza; Clementina Forleo, consigliere Corte Appello Roma; Annadomenica Gallucci, sostituto procuratore Pesaro; Giovanni Genovese, giudice Tribunale Vicenza; Carmen Giuffrida, giudice Tribunale Minorenni Catania; Carlo Maria Grillo, in quiescenza, già presidente Corte Appello Trento; Annalisa Imparato, sostituto procuratore Santa Maria Capua Vetere; Paolo Itri, presidente sezione Corte Giustizia Tributaria primo grado Napoli, già magistrato della Dna; Antonio Gustapane, procuratore della Repubblica Varese; Benedetto Macca, in quiescenza, già presidente tribunale Verona; Jaqueline Monica Magi, giudice tribunale Pistoia; Marco Mansi, sostituito procuratore Massa; Monica Marchionni, magistrato di sorveglianza Siracusa; Ines Maria Luisa Marini, magistrato in quiescenza, già presidente Corte Appello Venezia; Catello Maresca, magistrato distaccato presso commissione bicamerale questioni regionali; Lorenzo Matassa, magistrato collegamento Marocco; Giorgio Milillo, sostituto procuratore Udine; Andrea Mirenda, consigliere Csm; Federico Moleti, sostituto procuratore Palmi; Andrea Padalino, giudice Tribunale Vercelli; Luigi Perina, magistrato in quiescenza, già presidente Tribunale Vicenza; Luigi Petrucci, presidente sezione Corte giustizia tributaria secondo grado Sicilia, già magistrato ordinario; Tito Ettore Preioni, magistrato in quiescenza, già consigliere della Corte Appello Mlano; Arminio Salvatore Rabuano, giudice Tribunale Napoli; Antonio Rinaudo, magistrato in quiescenza, già pubblico Ministero della Dda Procura di Torino; Giacomo Rocchi, presidente sezione Corte di cassazione; Massimo Russo, sostituto procuratore Tribunale minorenni Palermo; Nicola Saracino, consigliere Corte Appello Roma; Gianluca Sarandrea, giudice Tribunale Pescara; Benedetto Sieff, giudice Tribunale Trento; Maura Stassano, presidente sezione Corte Appello lavoro Salerno; Marco Tamburrino, giudice Gip/Gup Trento; Anna Maria Torchia, consigliere Corte Appello Catanzaro; Sergio Mario Tosi, magistrato Corte di giustizia tributaria di primo grado Lecce, già magistrato Tribunale Lecce; Massimo Vaccari, giudice Tribunale Verona; Maria Beatrice Valdatta, magistrato in quiescenza, già presidente sez. Tribunale Pavia; Gennaro Varone, sostituto procuratore Pescara; Luciano Varotti, consigliere Corte di Cassazione; Ugo Vitali Rosati, magistrato in quiescenza, già Presidente del Tribunale di Fermo.
Sentitamente grazie.
Aggiornato il 13 febbraio 2026 alle ore 17:34
