In un verbale di un direttivo, del settembre 2020, dell’Associazione nazionale magistrati, Silvia Albano sostiene che l’introduzione del sorteggio nella scelta dei membri del Consiglio superiore della magistratura priverebbe i suoi membri di alcuna “responsabilità politica”, cioè di fazione.
La scorsa settimana la Suprema Corte di Cassazione ha accolto un ricorso di un’associazione per i No al referendum sulla riforma costituzionale sulla giustizia. La decisione mirava, coll’obbligare il Governo ad una riscrittura del quesito, a far slittare il giorno della consultazione.
Così si voleva ottenere il prossimo voto per i Csm con le vecchie regole elettorali, senza separazione e sorteggio. I vertici di Roma, Milano e Palermo sarebbero stati blindati per anni. Tra i consiglieri autori della decisione la Donatella Ferranti, già deputata alla Camera pel Partito democratico.
Carlo Nordio pare riuscito, con celerità, assistito dall’onesta firma del capo dello Stato, a sventare il colpo, cioè il furto della volontà popolare, che ha eletto la maggioranza parlamentare autrice della riforma costituzionale, e dovrà esprimersi nel referendum. Altrimenti la casta darebbe riuscita in questo “democidio”!
Aggiornato il 09 febbraio 2026 alle ore 10:55
