Venerdì 6 febbraio nella Sala Caduti di Nassirya del Senato e su iniziativa della senatrice Cinzia Pellegrino di Fratelli d’Italia, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione del Comitato “Si vota Si” per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere, promosso da un gruppo di professionisti.

Il referendum si terrà il 22 e 23 marzo, salvo rinvio della data. L’incontro ha preso l’avvio con i saluti istituzionali della senatrice, la quale ci ricorda che votare per il Sì non è un voto a favore o contro Giorgia Meloni ma una scelta di buona giustizia e di civiltà democratica, su un tema che riguarda il cuore dello Stato di diritto e riguarda tutti noi cittadini da vicino. Si, perché una riforma della giustizia non è qualcosa di lontano o astratto. Non riguarda “gli altri”. Può riguardare tutti noi, in qualsiasi momento.

Successivamente hanno preso parola la presidente del Comitato Valentina Ruggiero e i vicepresidenti Cristiana Cardarelli e Luca Bonanni, che hanno illustrato come sarà svolto il lavoro del Comitato e l’importanza della riforma sulla separazione delle carriere votata lo scorso ottobre, sulla quale i cittadini sono chiamati a esprimersi con il voto referendario, affinché possa entrare in vigore.

Sono poi intervenuti poi Gianluca Soma, manager internazionale, che elogia i meriti della riforma proprio sulla base della sua esperienza di azienda, dove la specializzazione dei ruoli è la chiave del successo, così come la nuova definizione dei ruoli degli organi del sistema giudiziario che si otterrebbe con il Sì al referendum, garantirà il corretto funzionamento della giustizia.

In seguito, l’intervento di Pierluigi Del Viscovo, editorialista del Il Giornale, che lancia un monito: “I partiti e sostenitori del No si stanno dando molto da fare e quelli del Sì stanno giocando in difesa: così il vantaggio del Sì si sta assottigliando”. Hanno chiuso l’incontro l’attrice Maria Pia Iannuzzi e il regista Nello Pepe, che portano le loro esperienze personali di malagiustizia.

L’impegno del Comitato nasce con l’obiettivo di mantenere la comunicazione sul referendum sul merito, quando invece la sinistra, lo schieramento politico favorevole al No, la sta spostando su un semplice Sì o No al governo, con argomenti pretestuosi, come se la riforma potesse minare l’indipendenza della magistratura rispetto ai governi in carica o come, se approvata, potranno verificarsi fatti violenti come quelli recentemente accaduti negli Usa a Minneapolis.

Invece la buona giustizia non ha colore politico. Si tratta di una riforma di spirito liberale, voluta da un ministro liberale come Carlo Nordio, in un momento storico che di liberale ha ben poco, dove i diritti dei cittadini sono sempre più compressi da uno Stato sempre più invasivo e ingombrante.

In un’epoca in cui si parla tanto di rispetto delle minoranze, se passerà la riforma ad essere garantito sarà il singolo cittadino, cioè la minoranza delle minoranze. Se la riforma verrà bocciata da esultare saranno le correnti della magistratura, e sarebbe un dramma per il nostro Paese.

Aggiornato il 09 febbraio 2026 alle ore 10:44