A Niscemi solo becero sciacallaggio politico (per finalità elettorali)

Becero sciacallaggio politico artatamente celato dietro una pia opera di solidarietà rivolta alla martoriata comunità di Niscemi, Comune siciliano recentemente devastato dalla forza dirompente di un evento franoso che ha già costretto più di 1500 persone ad abbandonare forzatamente la propria abitazione.

Non esiste modo migliore per definire le condotte di chi, con impareggiabile cinismo, non perde occasione per tentare di lucrare elettoralmente sul dramma di un’intera comunità. Il copione è sempre lo stesso, ormai noto e ampiamente consolidato. Per evidenti finalità elettorali, le opposizioni si scagliano con inaudita violenza contro i rappresentanti dell’esecutivo in carica, imputano le responsabilità dell’immane tragedia direttamente a Giorgia Meloni, divenuta suo malgrado bersaglio delle feroci critiche e delle ignominiose insinuazioni dei leader delle forze politiche di centrosinistra.

Nel frattempo, c’è chi invoca le dimissioni di Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e già governatore siciliano, anch’egli additato come principale artefice dell’accaduto, e chi, d’altro canto, tenta di affossare l’ambizioso progetto che prevede la costruzione del Ponte sullo Stretto, ora innalzato dalle opposizioni a simbolo indiscusso di corruttela e malgoverno.

Insomma, come si diceva poc’anzi, tutte strumentalizzazioni e volgarissima polemica politica. Sterile e di basso livello. Esattamente ciò che in questo determinato momento non giova alla causa niscemese. E non nell’ottica di una ricerca di impunità o per un vile tentativo finalizzato all’occultamento di eventuali responsabilità ascrivibili alla classe dirigente siciliana su cui inevitabilmente occorrerà far luce. Per quello ci sarà senz’altro modo e tempo.

Adesso, se l’intenzione è realmente quella di perorare la causa niscemese, la vera priorità è un’altra: intervenire con tempismo ed efficacia sul territorio per restituire dignità e certezze ai residenti. Mettendo da parte, almeno in questa fase, lo scontro politico, le dispute ideologiche e le immancabili polemiche di rito che puntualmente accompagnano simili tragedie.

Anche perché, sia chiaro, non basta certo qualche banalissimo esercizio retorico applicato al dramma di una comunità per risollevarsi elettoralmente e risalire la china nei sondaggi. Per quello ci vorrà ben altro. Molto altro, che non sia il solito prevedibilissimo sciacallaggio del giorno dopo. 

Aggiornato il 02 febbraio 2026 alle ore 12:13