Moratti: “L’obiettivo è ricostruire il centro”

“Il modello può essere quello del Partito popolare europeo”. L’orizzonte delineato da Letizia Moratti è chiaro: costruire una grande forza centrista attorno a cui far gravitare la “destra”. In un’intervista alla Stampa, l’europarlamentare di Forza Italia, già ministra e sindaca di Milano, delinea un progetto ambizioso, naturalmente, figlio di una visione berlusconiana. “Siamo un partito concreto, che governa e che porta risultati. Ma allo stesso tempo vogliamo aprirci a mondi che condividono i nostri valori: liberali, popolari, riformisti, garantisti, europeisti”. Moratti non dimentica il protagonismo del leader di Azione. “Con Carlo Calenda – aggiunge – c’è sintonia sui temi fondamentali: Europa, riforme, giustizia, industria. Non è un caso che sia stato invitato più volte, anche dai giovani di Forza Italia. Non si tratta di operazioni di palcoscenico, ma di un confronto politico reale”. Calenda può diventare un interlocutore strutturale per Forza Italia? “Tutto va valutato con serietà – prosegue Moratti – ma il dialogo è naturale. Anche a livello territoriale, come in Basilicata e Piemonte, esistono già alleanze. Il terreno comune c’è”.

Questa apertura sembra anche una presa di distanza da figure divisive come Roberto Vannacci. Per Moratti, “è innegabile che posizioni estremiste rendano difficile l’avvicinamento di forze liberali. Alcune figure, lo dico con rispetto, non aiutano a costruire un’area riformista ampia. Noi siamo alleati leali e rispettiamo il patto di Governo. Ma la lealtà non significa rinunciare alla propria identità. Forza Italia ha un profilo diverso, e lo difende”. Moratti cita il Ppe.  “Una grande famiglia che raccoglie forze diverse, ma unite dagli stessi valori. In Italia oggi esiste uno spazio riformista che non trova una rappresentanza piena. Anche nel centrosinistra”. Dentro Forza Italia nelle scorse settimane si è registrato un certo fermento, con governatori come Roberto Occhiuto e Alberto Cirio molto visibili. Come valuta questo attivismo? “Antonio Tajani ha preso la guida del partito in un momento in cui molti lo davano per finito, dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi. Ha avviato un processo di democratizzazione e meritocrazia. Il nostro è un partito vivo”.

Ma dentro Forza Italia la visione di Letizia Moratti non è condivisa da tutti i settori del partito. Un esempio è rappresentato dalla posizione della senatrice forzista vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli. A suo avviso, “Calenda è un politico carismatico e capace e bisogna riconoscere come tra Forza Italia e Azione esistano numerose convergenze: siamo entrambi riformisti, europeisti, liberali e garantisti. Peschiamo quindi dallo stesso contenitore”. La premessa, formulata nel corso della trasmissione Zapping, in onda su Radio 1, appare conciliante con l’idea morattiana. Ma la conclusione giunge a un approdo ben lontano. “I modi utilizzati però da Calenda – afferma Ronzulli – mi lasciano un po’ perplessa. Perché ritengo che non si possa andare sul palco di chi ti invita per trattare male l’alleato del padrone di casa. Spero quindi che questa possibile operazione non finisca per sottrarre voti a Forza Italia”. Si riferisce all’attacco frontale sferrato da Calenda a Matteo Salvini nel corso della kermesse forzista al Teatro Manzoni di Milano. “Ho imparato – rimarca Ronzulli – che in politica non è come in matematica, poiché non è detto che 8+3 faccia sempre e comunque 11. A meno che Calenda non abbia deciso di entrare in Forza Italia, allora la storia sarebbe diversa”.

Aggiornato il 28 gennaio 2026 alle ore 17:45