Mi trovo in Spagna quando il ciclone Harry colpisce alcune regioni del Sud Italia, tra cui la Sardegna. Le informazioni arrivano dai canali ufficiali e dalle segnalazioni locali, ma per capire cosa stia accadendo davvero e quale sia la risposta concreta dello Stato decido di chiamare Dario Giagoni, deputato della Lega e sardo. Il punto non è raccontare l’evento meteorologico in sé, ma comprendere come si stia intervenendo mentre, in diverse zone dell’Isola, l’emergenza non è ancora rientrata. Giagoni parla di danni estesi e di una normalità che fatica a ripartire, soprattutto nelle aree rurali. “In poche ore sono andati persi i sacrifici di una vita: raccolti distrutti, animali morti, aziende agricole devastate”. L’agricoltura è tra i settori che hanno pagato il conto più alto. Il ciclone ha distrutto o compromesso gravemente molte produzioni e danneggiato la viabilità rurale, isolando aziende e allevamenti. In Ogliastra, due allevatori rimasti isolati nell’ovile di Moi a causa dell’esondazione del rio Margiani sono stati ritrovati sani e salvi nella serata dello stesso giorno. “Sono momenti che non si dimenticano: quando vedi l’acqua salire e non sai come andrà a finire, l’unica cosa che conta è tornare a casa vivi”, sottolinea Giagoni, definendo l’esito della vicenda “un sollievo per tutta la comunità”.
In Sardegna uno dei problemi principali resta la viabilità. “Spostarsi è ancora difficile e in alcuni casi impossibile”, sottolinea Giagoni. Un esempio emblematico è la chiusura della Strada statale 195, che collega Capoterra a Cagliari, un’arteria fondamentale per il territorio. “La chiusura ha avuto ripercussioni pesanti anche nei giorni successivi al maltempo, creando enormi disagi ai lavoratori e agli studenti che quotidianamente si spostano verso il capoluogo. Non parliamo solo di traffico, ma di persone che non riescono a raggiungere il posto di lavoro o la scuola”. Le criticità non riguardano solo le infrastrutture stradali. Gli allagamenti provocati dal ciclone Harry hanno colpito anche alcune delle aree turistiche dell’Isola, dove l’acqua ha invaso stabilimenti balneari, porticcioli e strutture ricettive. “In pochi minuti il mare ha trasformando luoghi di lavoro e di accoglienza in scenari di devastazione”, racconta Giagoni. Il settore turistico, già segnato da stagioni brevi e margini ridotti, si trova ora a fare i conti con danni che rischiano di pesare anche nei mesi a venire. “Dietro quei danni non ci sono solo bilanci da sistemare, ma famiglie, lavoratori stagionali e piccoli imprenditori che tengono in piedi intere comunità locali e che oggi guardano al futuro con preoccupazione”.
Sul piano istituzionale, Giagoni rivendica un intervento immediato da parte del governo. “È stato messo a disposizione un miliardo di euro complessivo per le Regioni colpite. Mezzo miliardo è destinato alla Sardegna”. Una cifra che, secondo il deputato, rappresenta una base necessaria per affrontare l’emergenza e avviare il ripristino delle infrastrutture e delle attività produttive danneggiate. “L’attenzione del Ministero per la Protezione civile e della Lega per la Sardegna è massima. Siamo vicini alle comunità e alle aziende che stanno affrontando queste difficoltà”. Giagoni sottolinea anche il contatto diretto con i cittadini. “Dal Ministero dei Trasporti sono partite telefonate a diversi cittadini. Alcuni erano increduli e mi hanno richiamato perché non pensavano fosse vero”. Un segnale, a suo avviso, di una presenza concreta dello Stato. “Abbiamo voluto essere vicini sin da subito a chi ha subito questa disgrazia, con interventi rapidi, concreti e capillari. Nessuno deve restare solo. Nessuno deve restare indietro”.
Quando il discorso si sposta sulle cause di eventi di questo tipo, Giagoni invita a non ridurre tutto a una sola chiave di lettura e si focalizza anche su un altro aspetto spesso ignorato o messo in secondo piano. “Il problema vero è che in molti casi sono state realizzate costruzioni in luoghi dove semplicemente non si poteva costruire”. Il tema centrale, per lui, resta quello della pianificazione del territorio. “Quando si costruisce in aree esposte, prima o poi le conseguenze arrivano. Madre natura presenta il conto, interessi compresi”, osserva, rivendicando anche il suo punto di vista tecnico. Il maltempo ha colpito anche il patrimonio culturale. “Nel Sud della Sardegna si sono registrati danni al sito archeologico di Nora, nel comune di Pula”. Un’area di grande valore storico, con testimonianze che risalgono al VII secolo avanti Cristo, che è stata in parte invasa dall’acqua. “Le mareggiate, con onde molto alte, hanno raggiunto zone che normalmente non vengono interessate”, rendendo necessari controlli e interventi di messa in sicurezza.
Giagoni ricorda che non si sono registrate vittime, ma il bilancio resta comunque pesante sul piano materiale e sociale. “Spiagge modificate, strade litoranee danneggiate, negozi e attività compromesse, aziende agricole piegate”. Una situazione che, avverte, non si risolve in pochi giorni. “Serve continuità negli interventi e attenzione anche quando l’emergenza mediatica sarà finita”. In chiusura, il deputato richiama l’impegno politico assunto a livello nazionale. “Da Matteo Salvini c’è stato un coinvolgimento diretto a tutela delle regioni del Sud colpite dal maltempo, Sardegna compresa”. La richiesta di uno stanziamento urgente e di una ricognizione puntuale dei danni, conclude Giagoni, va letta in questa direzione. “Lo Stato c’è. Ne sta dando dimostrazione. E continuerà a esserci anche nella fase della ricostruzione”.
Aggiornato il 26 gennaio 2026 alle ore 10:39
