Generazioni Liberali
Nella decima puntata di Generazioni Liberali ci focalizziamo sui due scenari geopolitici più pressanti: il crollo del regime di Nicolás Maduro in Venezuela e le proteste che imperversano nelle strade iraniane. Due fronti che simboleggiano la fine di un’epoca segnata dall’autoritarismo, con Caracas che sembra rinascere dalle proprie ceneri e Teheran che affonda in una spirale di repressione, violenza e soprusi senza precedenti. Analizziamo come l’amministrazione Trump stia imponendo un nuovo ordine geopolitico attraverso interventi mirati che scongiurano le carneficine e riaffermano la supremazia statunitense. È un segnale chiaro ai despoti globali: il tempo delle impunità è scaduto.
Mentre il Venezuela assapora la libertà dopo decenni di oppressione comunista, la Repubblica Islamica combatte una guerra sanguinosa contro il popolo persiano. Manifestazioni spontanee e cortei affollatissimi espongono gli orrori di un sistema teocratico che si fonda sulla coercizione dei mullah. Quanto resisterà un potere illegittimo che cannibalizza le sue fondamenta, minacciando allo stesso tempo gli altri attori della regione come l’Arabia Saudita? I pasdaran e il Basij conducono raid notturni, sparano sui manifestanti, infliggono abusi sessuali, attuano confinamenti psichiatrici degli oppositori politici e colpiscono figure come Narges Mohammadi, la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2023 di cui si è presa ogni traccia dallo scorso 12 dicembre. L’Occidente tace per convenienza, ma ignorare la realtà significa scendere a compromessi con il regime: urge massima pressione per recidere la testa della piovra islamica che opprime Teheran.
Aggiornato il 13 gennaio 2026 alle ore 16:13
