Ancora un’altra

È nato il Polo nazionale dimensione subacquea, Fondazione promossa dal Ministero della Difesa, Ente di diritto privato a cui partecipano alcune regioni, Università e aziende di armamenti. Federate all’Aiad (Federazione aziende italiane per l’aerospazio e la difesa). Il ministro della Difesa Guido Crosetto ne era stato presidente e oggi ha favorito la nomina, dell’ex ministra della Difesa del Pd Roberta Pinotti a presidente del consiglio d’amministrazione, della, tanto sponsorizzata, ennesima Fondazione. Una ministra che non si può non ricordare, tanto si adoperò, nei Governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, con politichese chiacchiere e presunti progetti militareschi, rammentiamo l’indimenticabile: “Mettere gli scarponi sul suolo libico”. Certamente, occorre riconoscere alla professoressa di lettere una molteplicità di competenze, d’interessi, di lucide visioni in un puro spirito di servizio a disposizione di qualsiasi maggioranza e qualsivoglia Governo.

Nello stesso momento occorre prendere atto dell’altrettanto lucida dedizione del nostro ministro che, a scadenze quotidiane, ci riporta a soffermarci sulla concreta possibilità di un’invasione russa dell’occidente europeo. Di conseguenza, lo stratega si adopera per un efficiente e sostanzioso riarmo con una caparbietà e dedizione degne di un fu presidente della Federazione delle aziende che producono armi ed apparati per la difesa. Encomiabile per le aziende ma non per le sorti del Pianeta in cui un quarto dei Paesi è tormentato da conflitti partoriti da diverse situazioni dove l’Umanità smarrisce la ragione stessa della sua esistenza. Eppure, tra la scomparsa dell’Onu, almeno per la sua principale ragion d’essere, inutili prediche e retorici appelli, c’è chi, con operosità certosina si dedica ad un mondo del domani che così strutturato si avvia verso un triste futuro. La nomina al vertice di una Fondazione, con possibili risvolti militari, di un’esponente di seconda fila del Pd, evidenzia quali intrecci partitici si sviluppano, con accorta discrezione, tra coalizioni meno distanti di quanto l’opinione pubblica sia in condizione di avvertire.

Molte avversioni si avvertono, tra gli schieramenti partitici, per preoccupazioni terziarie o al limite secondarie rispetto alle modeste contrarietà espresse sulle primarie preoccupazioni per i destini dell’umanità. Come Società Libera non perseguiamo modaioli pacifismi né distante disinteresse per un Pianeta armato al di là della Storia e del possibile. Avvertiamo la necessità di un ritorno alla Ragione, di un ritorno ad un Pensiero non racchiudibile in sfere del politichese e del politicante. Innamoriamoci della libertà, la nostra, l’individuale, che moltiplicata ed espansa produce salvaguardia per i diritti individuali. Rispetto alla presunzione dei conflitti come incubatori di pace ai connubi partitici, ai teorici del nulla, non trascuriamo dosi di pragmatismo, non trascuriamo che il moltiplicarsi di enti, fondazioni, consorzi, aggregazioni di ogni tipo e specie impattano sul bilancio nazionale e quindi sulla quotidianità complessiva. Non trascuriamo che anche alcune Regioni concorrono alla Fondazione Crosetto – Pinotti, mancava il loro interesse per il mondo subacqueo considerato che tutte adempiono lodevolmente alla salute collettiva in virtù di una loro esemplare gestione della sanità. Giunte allo stadio di contribuire alle necessità militari del Paese crediamo che sia giunto il momento di avviare fattivi ragionamenti sul ritorno ad un Paese sgravato da macigni regionali.

(*) Direttore Società Libera

 

Aggiornato il 29 novembre 2025 alle ore 11:31