
Il Papa che ha cambiato la storia è scomparso esattamente vent’anni fa. Giovanni Paolo II è stato il primo Pontefice straniero dopo 455 anni. Proclamato santo il 27 aprile 2014 e morto il 2 aprile 2005, Karol Wojtyla è stato uno dei papi più longevi e carismatici di sempre. Oggi è il giorno delle celebrazioni. Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, presiederà la messa nella Basilica di San Pietro. Sull’altare ci sarà anche il cardinale Stanisław Dziwisz, già segretario particolare di Wojtyla, al quale Francesco, lo scorso febbraio, ha inviato una lettera assicurando la sua benedizione ai partecipanti. La sera, alle 21 ci sarà il rosario in Piazza San Pietro promosso dalla chiesa polacca a Roma. La comunità passionista di Itri, guidata da padre Antonio Rungi, lo ricorda con una doppia celebrazione eucaristica alle 7.30 e 18. Per l’occasione recitata una speciale preghiera con i fedeli di Itri, diversi dei quali incontrarono Papa Wojtyła 36 anni fa. Una preghiera composta da padre Rungi, teologo passionista, che ripercorre gli ultimi anni di vita di Giovanni Paolo II e con un pensiero speciale nell’orazione a Papa Francesco per la sua guarigione.
“L’amore è generalmente sconsiderato. Forse si può persino dire che più e sconsiderato, più è grande”. Lo scriveva Karol Wojtyla in una delle sue opere letterarie e teatrali scritte tra il 1938 e il 1946. Negli stessi scritti giovanili si legge: “L’amore è folle. Qualcosa comincia a salire nel petto, arriva alla gola, poi si offuscano gli occhi (no, non è frutto della mia immaginazione), una nebbia vera e propria, una marea di lacrime trattenute dalle ciglia”. Sono alcuni dei testi inediti, poetici e spirituali, pubblicati nel libro La meta è la felicità, a cura di Marina Olmo (per le edizioni Ares). Sono 366 pensieri, uno al giorno, ritrovati negli archivi di quando era sacerdote o professore universitario. “Non si può comprendere fino in fondo san Giovanni Paolo II – scrive Papa Francesco nella prefazione – se non si conosce Karol Wojtyla, cioè l’origine di questo Santo Papa, se non si scopre la sua personalità, la sua opera, la sua attività e i suoi insegnamenti come uomo, sacerdote, vescovo e cardinale, il suo rapporto privilegiato con i giovani, la sua paternità nei loro confronti e il dramma della sua vita, durante la quale ha perso uno dopo l’altro tutti i suoi familiari”. I pensieri di Wojtyla, che non erano mai stati precedentemente pubblicati, affrontano tanti temi: dall’arte alla castità, dalla guerra all’evangelizzazione. “San Giovanni Paolo II – Karol Wojtyla è stato un nostro professore, uno di noi. Ha lavorato all’Università Cattolica di Lublino per oltre 24 anni”, ricorda nell’introduzione il rettore Miroslaw Kalinowski. “Sono convinto che grazie a questo libro il nostro professore sarà più vicino ai lettori, così come lo era ai suoi studenti e colleghi della nostra università”.
In un intervento sul QN l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ricorda Karol Wojtyla. “Il Papa – scrive – che ha segnato per decenni la storia dell’umanità e rappresentato per più generazioni, la mia in particolare, un riferimento assoluto nel cammino della vita. Se con il Concilio Vaticano II la Chiesa è entrata nella modernità, è solo con Giovanni Paolo II che ne è diventata autentica interprete. La sua parola e la sua azione sono state una presenza viva e determinante nei grandi fenomeni dell’ultimo quarto del XX secolo. È stato un uomo capace di parlare al mondo abbattendo i confini politici, ideologici e religiosi. La sua umanità lo ha portato a viaggiare in ogni continente, e a chiedere perdono per gli errori commessi dalla Chiesa che hanno segnato un passaggio storico di umiltà e di verità. Un gigante, la cui grandezza si coglieva nella semplicità dei gesti, in grado, come nessun altro, di comunicare con i giovani”. “Un Papa tanto amato proprio perché la sua santità si è sempre manifestata in un’umanità piena, riuscendo a entrare in contatto con le sofferenze e le speranze di tante persone. L’invocazione Santo subito salita prepotentemente dalla folla in Piazza San Pietro dal giorno stesso in cui Papa Wojtyla ha concluso il suo cammino terreno, ha simboleggiato l’atto d’amore del popolo di Dio verso questo straordinario interprete della complessità della Chiesa e della nostra epoca. Anche chi lo aveva più volte apostrofato come reazionario e conservatore ne riconoscerà l’incomparabile grandezza”.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda Giovanni Paolo II. “La sua forza spirituale, il suo amore per la libertà e la sua capacità di avvicinare alla fede uomini e donne di ogni generazione e latitudine – scrive la premier sui social – restano vivi nella memoria e nel cuore di miliardi di persone. Sono onorata di aver incontrato e conosciuto una figura così straordinaria che con la sua vita, le sue azioni e il suo esempio ha plasmato il Novecento e cambiato la storia. Grazie di tutto, San Giovanni Paolo II”. Per il presidente del Senato Ignazio La Russa, “il 2 aprile 2005 ci lasciava San Giovanni Paolo II. Da allora sono trascorsi venti anni, ma il suo messaggio di fede, speranza e libertà risuona ancora nel mondo. La sua testimonianza ha attraversato e attraversa tuttora confini e generazioni, ispirando quotidianamente milioni di persone con la forza delle sue parole e il coraggio delle sue azioni”.
Aggiornato il 03 aprile 2025 alle ore 09:24