Anm, l’ennesimo sciopero della vergogna

Oggi va in scena l’ennesimo teatrino dell’Associazione nazionale dei magistrati (Anm): da Trieste a Palermo sono state organizzate diverse manifestazioni contro la riforma della giustizia. A Roma si è visto un flash mob a piazza Cavour, sulla scalinata della Corte di cassazione, con tanto di allestimento scenico: i magistrati, infatti, hanno indossato la toga e la coccarda tricolore tenendo in mano una copia della Costituzione italiana.

Cesare Parodi, nuovo presidente dell’Anm, non solo non si discosta dalla linea del suo predecessore, ma rincara la dose. A Radio 24 ha infatti affermato: “Non è uno sciopero contro qualcuno ma a difesa di alcuni principi della Costituzione in cui fermamente crediamo e che crediamo siano la soluzione migliore per i cittadini, anche per i magistrati e addirittura anche per i politici”. E ancora “Non uno sciopero contro, ma a difesa di una serie di principi secondo noi fondamentali”.

Dura la reazione delle Camere penali italiane che, in una nota, sottolinea tra l’altro: “La riforma non solo non intacca l’indipendenza dei pubblici ministeri e dei giudici, che continua ad essere espressamente garantita dall’articolo 104 della Costituzione, ma ne rafforza l’autonomia rispetto ai condizionamenti e alle influenze interne”.

E, d’altra parte, la maggior parte dei cittadini, come ampia parte della magistratura non politicizzata, ha capito il gioco. Altrimenti Parodi non avrebbe avuto bisogno di precisare: “Non difendiamo nessun privilegio e mi spiace che le persone lo pensino perché si è formata una narrativa su di noi che non corrisponde alla realtà”. Peccato che la narrativa la creino da soli con le loro stessi azioni!

Se l’intento di Parodi era davvero quello da lui stesso dichiarato (“Il nostro sciopero è la prima manifestazione importante di un movimento di pensiero con il quale cerchiamo di farci conoscere dai cittadini in modo diverso da quello con cui finora siamo stati rappresentati”), dobbiamo avvertirlo che questa messa in scena continua non funziona semplicemente più.

A chi servono queste manifestazioni che contribuiscono solo a paralizzare ulteriormente il paese? Di certo, non ai cittadini che sono stanchi di essere trattati come scemi e pure presi in giro.

Aggiornato il 27 febbraio 2025 alle ore 13:17