Giustizia, Maschio: “C’è rischio di strumentalizzazioni”

“Lancio un appello al confronto e all’equilibrio e alla delicatezza che il tema richiede”. Per Ciro Maschio (Fdi), il clima è “infiammato e si rischiano strumentalizzazioni fuori contesto”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il presidente della commissione Giustizia alla Camera. “Io – spiega – sono sempre stato per la linea del dialogo. Impronterò anche i lavori della commissione al confronto e all’ascolto di tutte le voci, magistrati inclusi, fuori delle mischie televisive per trovare soluzioni di buon senso”. Al di là “delle audizioni formali – aggiunge – incontreremo la magistratura, l’avvocatura e tutte le associazioni rappresentative del mondo giustizia. E nel confronto si scopriranno punti di contatto”. Il ministro Carlo Nordio “ha grandissima esperienza sul campo. Si è cercato di forzare la passione con cui ha parlato, però ha detto che non verrà colpito l’uso delle intercettazioni ma le sue distorsioni, le violazioni della privacy e della presunzione di innocenza. E quando si analizzeranno le proposte concrete si vedrà che si è creato un caso oltre la realtà”. La priorità assoluta “ora, come dice Nordio, è l’efficientamento della macchina giustizia a partire da quella civile che incide sull’economia”. Rispetto alla possibilità si passi dalla stretta sull’uso delle intercettazioni alla stretta sulle pubblicazioni, “per quanto mi riguarda credo sia sufficiente. Deciderà il Parlamento”. Il problema “è la sensazione di impunità subita dalle vittime cui Giorgia Meloni non è indifferente. Ma con Nordio siamo per la presunzione di innocenza e certezza della pena”.

Secondo Francesco Paolo Sisto, “si può aprire una riflessione sulla possibilità di evitare il tiro a segno mediatico che lucidamente rovina le vite di persone incolpevoli? A nostro avviso sì; le modalità le stiamo valutando. Oggi il Ministero della Giustizia non ha nessun tavolo aperto, non ha nessuna soluzione definita, invita solo alla riflessione sul “cattivo fenomeno”. Lo ha detto a Radio Cusano Campus il viceministro alla Giustizia. “Nessuno, nel governo, vuole abolire gli strumenti d’indagine, né privare gli inquirenti di un supporto spesso decisivo. Tuttavia, c’è una serie di abusi nella diffusione delle intercettazioni che inducono a pensare che qualcosa debba essere cambiato”, ha assicurato Sisto, che a proposito del trojan ha parlato di “uno strumento molto invasivo che deve fare i conti con la Costituzione e, in particolare, con la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva e con la tutela della privacy. Questi beni di rango costituzionale vanno tenuti in costante equilibrio con il diritto alle indagini e a quello di cronaca: cosa che in questi anni di certo non è avvenuta”. Sisto ha anche evidenziato che “all’interno di tutta la coalizione c’è grande sintonia con Carlo Nordio”. “In più, credo che il tentativo di riportare il processo penale nell’alveo della Costituzione non debba comunque avere appartenenza. Purtroppo, invece, da parte delle opposizioni vedo numerosi ed inspiegabili distinguo e perplessità”.

Intanto, secondo Mariastella Gelmini, vicesegretaria e portavoce di Azione, “Nordio – ha detto al Tg1 – ha preso una posizione da vero garantista, anche se è isolato all’interno della sua maggioranza. Noi come Azione-Italia viva riteniamo che non si debba limitare l’uso, ma l’abuso delle intercettazioni. Per questo sosteniamo l’opera riformatrice del ministro della Giustizia, sempre che la sua maggioranza lo lasci lavorare”.