Meloni ad Algeri: “Mediterraneo è strategico per l’Italia”

Giorgia Meloni archivia il caso intercettazioni ribadendo “piena fiducia” a Carlo Nordio. Nei prossimi giorni Meloni incontrerà il Guardasigilli, e dovrà anche sbrogliare una serie di nodi, dalle balneari allo sciopero confermato dai benzinai, passando per l’Autonomia, attesa a breve in Consiglio dei ministri, e la ratifica del Mes. La premier atterra ad Algeri evitando una vera tempesta di neve che colpisce parte del Paese nordafricano, ma non raggiunge la capitale. Attraversa in volo il Mediterraneo, dove “viaggia la stragrande maggioranza dei nostri interessi nazionali”, e per ventiquattro ore prova a mettere il focus su energia, gas, opportunità di sviluppo industriale, i temi in agenda per la sua prima visita ufficiale bilaterale all’estero. Meloni ad Algeri tenta di porre uno dei primi mattoni del Piano Mattei, l’idea della premier di collaborazione con i Paesi africani per rendere l’Italia un hub energetico del Mediterraneo.

Lo scenario non può che interessare l’Algeria, che dopo la guerra in Ucraina è diventata il primo fornitore di gas naturale dell’Italia. Se Roma ha trovato un modo per rimpiazzare la Russia, Algeri ha preso la strada che cercava per ridurre la dipendenza dalla vendita del petrolio, per cui soffre crisi ricorrenti ogni volta che crolla il prezzo del greggio. Difficile dire chi sia più strategica la cooperazione fra i due Stati, anche se schierati su due fronti diversi rispetto al conflitto ucraino. L’Algeria, storico partner di Mosca e suo terzo compratore di armi, all’Onu in aprile si è astenuta sulla mozione contro la Russia e ha votato “no” a quella per sospenderla dal Consiglio dei diritti umani.

Il presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune, secondo quanto riferisce il quotidiano L’Expression avrebbe detto che “l’Algeria è amica di tutti i Paesi, tranne di quelli che non lo vogliono: non dipende da alcuna orbita diplomatica”. Tebboune, che oggi riceverà Meloni, a maggio si recherà a Parigi e non ha escluso una missione a Mosca. Sicuramente si registra una certa intesa su altri dossier, sul tavolo anche della cena ufficiale di questa sera fra il primo ministro algerino Aimen Benabderrahmane e Giorgia Meloni, che prima dell’incontro ha deposto una corona di fiori al Monumento del Martire e visitato la nave “Carabiniere” della Marina militare italiana, ancorata al porto di Algeri. La premier ha ringraziato l’equipaggio per il “lavoro estremamente strategico, perché noi stiamo tornando a proiettare prioritariamente l’Italia nel Mediterraneo per i suoi interessi strategici”.

Italia e Algeria oggi firmeranno un memorandum di intesa per la cooperazione spaziale, e sono impegnate su automotive, cantieristica navale, turismo, agricoltura e cantieristica navale. Lo dimostrano gli accordi privati previsti al termine della visita della delegazione italiana, di cui fanno parte anche l’ad di Eni Claudio Descalzi e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Nell’ottica di Palazzo Chigi, avviare un Piano Mattei può avere riflessi positivi anche sulla gestione dei flussi migratori dall’Africa. Nel breve periodo, però, Meloni chiede all’Ue un cambio di approccio, e lo ribadirà al Consiglio europeo del 9-10 febbraio, dopo aver illustrato la posizione italiana ai partner nelle prossime settimane.