Quartapelle: “Banco prova Meloni è la Legge di Bilancio”

Lia Quartapelle ha molto “rispetto per la storia di Giorgia Meloni”. E nonostante la distanza, la deputata del Partito democratico crede che sia “importante, positivo per le donne italiane, vedere una donna presidente del Consiglio”. Quartapelle bacchetta il proprio partito. “A sinistra, in Italia – afferma in un’intervista a Qn – non è ancora successo. Sottolineo ancora, ma succederà. È un traguardo da raggiungere anche per altri partiti della famiglia socialdemocratica europea”. Quartapelle puntualizza: “Non è solo nel Pd che le donne fanno più fatica a emergere a sinistra”. Poi parla dell’impegno di governo della premier.

“Per Giorgia Meloni, ora che è al governo, il vero banco di prova sarà la Legge di Bilancio” dove “non vedo una visione di grande respiro per il futuro dell’Italia”. Meloni “si sta dando da fare solo per accontentare alcune categorie senza un grande disegno strategico di rilancio”. Le uniche cose “per le donne, nella Legge di Bilancio, riguardano l’allungamento di un mese del congedo di maternità e il pasticcio su Opzione donna. Operazioni che dicono che non ha un’idea chiara di come ridurre il persistente squilibrio a danno delle donne sul mercato del lavoro italiano. Lo scivolone su Opzione donna, differenziando l’anticipo della pensione per le donne in base al numero dei figli, è una grande ingiustizia”.

Quartapelle parla anche della leadership dem. Al momento per la segreteria del Pd “abbiamo un candidato uomo (Stefano Bonaccini, ndr) e due candidate donne, ringrazio Paola De Micheli e Elly Schlein per avere avuto grinta, idee e energia e essersi messe a disposizione. È così che il Pd può recuperare la credibilità di un partito che lavora con le donne e per le donne”. Rispetto alla politica del M5s “bisogna vedere se l’impegno è reale o di facciata. Quando hanno pensato al reddito di cittadinanza non hanno mai ragionato su come aiutare le persone a trovare lavoro. E Conte, da premier, non si è mai occupato di salario minimo e lo ha fatto solo prima di togliere fiducia al governo Draghi – sottolinea –. Non è il partito del lavoro, è il partito dell’assistenza che spegne il dinamismo sociale”.

Intanto, l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti attacca il Pd. “Questo balletto dei candidati – sostiene – nasconde il vuoto programmatico e politico. Anche questi tentativi mettono in luce, lo dico senza crudeltà, che il Pd è un morto che cammina. I suoi componenti accettino la realtà e lo sciolgano, liberando energie per la fase costituente. Prima si rompe col passato e poi si fa la costituente”. L’ex segretario di Rifondazione comunista a L’aria che tira, su La7. Poi, parlando dei candidati, aggiunge: “Posso scherzare su questa cosa seria? Nel Pci scherzando si diceva che se vuoi scegliere il segretario devi stare nel terreno che sta fra il Piemonte e la Sardegna, se vuoi scegliere il tesoriere vai in Emilia”.

Aggiornato il 12 dicembre 2022 alle ore 14:04