Ci hanno lasciato nel guano

Questa è l’Italia che il miglior premier di tutti i tempi lascerà in eredità al Governo che viene. Anche se il prezzo del gas tornasse a livelli più sostenibili, tagliando le speculazioni dei trader, questo non risolverebbe il problema del taglio (o della paventata chiusura totale) dei flussi da Gazprom. Nessuno può negare che la Russia usi il gas come ritorsione contro le sanzioni occidentali, quello che da noi i media chiamano il ricatto russo. Tornare indietro sulle sanzioni non si può: già abbiamo fatto una figura da peracottai quando Mario Draghi, che era andato dallo Zar a parlare di pace, è tornato indietro con le istruzioni per pagare il gas in rubli.

Purtroppo non esiste alternativa, in tempi rapidi, per sostituire il gas russo e l’Italia – come gran parte dei Paesi europei – si prepara all’austerità energetica, quando in inverno le quantità disponibili saranno insufficienti per industria e consumi privati. Al fosco quadro previsionale di miliardi di metri cubi di gas mancanti all’appello nel 2022-2023, si unisce l’incertezza del taglio delle forniture di elettricità dalla Francia, causa fermo per manutenzione di alcune centrali. I prezzi dell’energia si muoveranno di conserva, in base alla legge della domanda e dell’offerta. Il tutto si rifletterà sull’economia del Paese: le associazioni imprenditoriali già prevedono migliaia di fallimenti e centinaia di migliaia di posti di lavoro persi. Purtroppo, le conseguenze di scelte tanto improvvide e guasconesche non ricadranno sui celebrati loro autori ma sulla cittadinanza e sui governanti prossimi venturi. Ci hanno lasciati nel guano e ci deve piacere pure.