L’Europa agli europei

Nessuno può o dovrebbe svalutare il grandioso tentativo accidentale, riprendere l’economia, materie prime sottomesse alla Russia, tecnologie ai cinesi. Assolutamente giustificato, fondato, necessario questo scopo. L’Occidente ha collocato la propria economia altrove per la convenienza, il profitto. Cerca di rimediare, nella consapevolezza dell’errore. Ha consentito ad altri enorme sviluppo credendo di usarli. Ah, se le vicende fossero semplici! Basta ritirare dalla Cina e della Russia i capitali, non importare, fare da noi, un’autarchia occidentale, addirittura, o comunque dei paesi cosiddetti democratici, e le paure di essere avanzati si risolverebbero facilmente. Ritirare capitali, non importare, scovare altri mercati non antagonisti, non concorrenziali e non pericolosi.

Ma campeggia una difficoltà in questo radioso progetto di autosufficienza dalla Russia e dalla Cina, mi riferisco all’Europa. Assumiamo da altri paesi, Stati Uniti e Norvegia, paesi amici, quanto pagavamo dieci volte meno dalla Russia. Qualche mente dubitante e sospettante concepisce che al dunque il divieto di mercanteggiare con la Russia ha come risultanza oggettiva di acquistare da paesi amici a costo dieci volte accresciuto le energie. Questi dubitanti si inoltrano a pensare che il conflitto con la Russia è una trovata limpida per non avere concorrenza. Il divieto di tecnologia dalla Cina ed alla Cina, ed anche alla Russia, avrebbe come scopo di indebolirle in vista persino di un conflitto.

Dubbio: stiamo ipotizzando l’autosufficienza occidentale per dare campo a grandi gruppi economici di scorrazzare senza concorrenza? Togliamo dalla concorrenza Russia e Cina e taluni gruppi economici occidentali farebbero il cattivo tempo senza rivali obbligandoci a pagare massimamente ciò che acquistavamo minimamente? Grandi gruppi economici occidentali non hanno più rivali da parte della Russia nelle materie prime, nel campo tecnologico da parte della Cina? Nasce un dilemma sostanziale: ben diverso non mantenere rivali dall’avere il dominio del mercato occidentale sottomesso a una pseudo monopolizzazione! Tanta prosopopea avrebbe l’unico scopo di aumentare il profitto a gruppi rendendoli monopolisti di fatto. Invece di entrare in concorrenza con la Russia e con la Cina. Eliminare la concorrenza per nobilissime ragioni, l’autosufficienza e non favorire nazioni indemocratiche! Per estrema chiarezza, stiamo sanzionando, barrierando, murando, chiavistellando i porticati a Cina e Russia per abolire la concorrenza ai profitti di potentati occidentali eliminando la concorrenza o per fiaccare nazioni ostili indemocratiche?

Entrambi i fini? In ogni caso la popolazione europea dovrebbe abituarsi all’economia di guerra! È il sacrificio per salvare i valori occidentali o per salvare gli speculatori? Non possiamo salvare i valori occidentali senza accrescere dieci volte il prezzo delle energie? Sono diventati carissimi i valori occidentali! Se potessimo salvare il valore etico politico della libertà con minore costo delle energie saremmo meno sospettosi. Ma sia! La libertà non ha prezzo (vale in tutti i significati!).

Riscattiamoci! Prendiamo in pugno l’orgoglio culturale. L’Europa è il continente della cultura e dell’arte, deve riavere orgoglio di esserlo, non farsi imporre i fini da alcuno. Non siamo inferiori, nessuno ha diritto di guidarci, non siamo inferiori ad alcuno. Nessuno pretenda di guidarci. Siamo nazioni di millenarie civiltà. Tutte le manzioni europee, accumuli di civiltà. Togliamoci l’angoscia impaurita della indipendenza. L’aver perduto una guerra non significa aver perduto la nostra civiltà. L’economicismo disidratato non è nella nostra civiltà. Non siamo regrediti a tale scantinato. Il nostro scopo non è il dominio dei mercati, eventualmente mezzo all’espansione della nostra cultura.

Non ho udito un bisillabo riguardante arte e cultura in questo conflitto elettorale. Se qualche nazione vuole mantenere o riavere il dominio economico del pianeta non coinvolgiamoci in un proposito impossibile e senza civiltà. La (pre)potenza non è civiltà. Sta a tutte (tutte) le nazioni europee rimettere in sesto l’ordine dei valori. Arte e cultura in cima affiancate dalla sussistenza, dal benessere, come mezzo. Si può. Sono scopi possibili. La scissione tra la civiltà e la potenza fonda rovina, fisica e spirituale. Talvolta pare che qualcuno ci voglia riportare alla sopravvivenza. Una società che ha come scopo la sopravvivenza.

Economia di guerra! No! Economia di vita e civiltà! Questa regressione alla mera sussistenza è mesozoica. Il primato economico che impoverisce i cittadini e suscita potentati aculturali non è il nostro scopo! Gli antichi furono schiavisti ma suscitarono Abu Simbel e le Piramidi. I nuovi impoveritori: cavallette impanate. Ma no, faremo imprese tecnologiche atrabiliari, da sgomentare Prometeo e Don Giovanni, ma è nel voler ricondurre le società all’accattonaggio che fallisce il Do di petto. L’Europa agli europei (oltre l’Unione europea).