Giorgia Meloni: “Pronti a governare”

È un vento freddo di tramontana quello che sabato accoglie Giorgia Meloni a Bari, non in un luogo qualunque della città ma nel più identitario della destra locale: piazza di San Ferdinando, la chiesa che nello slargo si slancia maestosa sulla via Sparano, la strada più storica della città. Non una piazza come altre ma “la piazza che fu di Pinuccio Tatarella” che, in un fredda serata barese, viene riscaldata da una marea di sostenitori di Fratelli d’Italia ma anche da tanti baresi e pugliesi attratti dall’unica leader donna che potrebbe divenire, tra pochi giorni, il primo presidente del Consiglio al femminile nella storia della Repubblica. Forse non è un caso che nel giorno della nascita di Tatarella questa piazza lo ricordi e accolga Meloni.

Dicevamo della piazza, emblematica e identitaria per una destra che, mai come ora, punta a essere il primo partito del Paese. Le premesse ci sono tutte. Tra le bandiere del partito e i tricolori, tra la folla, s’intravedono tanti ragazzi, donne e meno giovani, che proprio di Pinuccio Tatarella hanno ancora voglia di parlare. “Stasera sarebbe orgoglioso di questa piazza, del discorso della Meloni, del suo senso di consapevolezza e responsabilità” come ci racconta un vecchio amico dell’ex “ministro dell’armonia”, vicepremier del primo Governo di Silvio Berlusconi. Ed è Giorgia Meloni erede naturale di quel percorso tatarelliano, di quella “destra di Governo” affidabile e responsabile che veniva costruita proprio in questa città all’inizio degli anni Novanta.

Meloni non delude il suo popolo, parlando con idee chiare di lavoro, reddito di cittadinanza, opportunità per i giovani. Ma anche della “difesa e valorizzazione del nostro made in Italy, un patrimonio che dobbiamo rilanciare e valorizzare”. Ne ha per tutti la determinata leader di Fratelli d’Italia. A chi l’attacca dicendo che il suo partito non ha classe dirigente, lei risponde “è vero, non abbiamo i Toninelli, la Azzolina, i Di Maio. Abbiamo tante persone perbene. E cercheremo, come ministri, le figure più autorevoli e degne”.

Il vento non scalfisce la passione con la quale Meloni ricorda che “la Puglia può diventare il grande hub di approvvigionamento energetico per tutta l’Europa, perché ha gas nel fondo del suo mare, perché è posizionata in modo tale che nuovi fonti energetiche possano essere portate su questa terra proprio dal mare. Pensate all’importanza strategica di questa opportunità per tutta l’Europa?”. Non si fa intimidire la leader pronta a raccogliere un clamoroso risultato dalla tornata elettorale, la ragazza romana che fu ministro della gioventù nel Governo Berlusconi. A Bari, nella piazza che fu di Pinuccio Tatarella, Giorgia Meloni sa che può vincere, che può diventare presidente del Consiglio dei ministri. Ma invita tutto il suo popolo “a non pensare che abbiamo già vinto, perché dall’altra parte sono “militari” e che bisogna in massa andare a votare domenica 25 settembre.

Infine, l’ultimo pensiero lo riserva a Michele Emiliano “che evidentemente pensa che la Regione sia casa sua. Stasera, a Emiliano, arriva un saluto dalla Stalingrado!” (citando la frase del presidente della Regione che aveva detto “qui non passeranno, dovranno sputare sangue, sarà la loro Stalingrado”, ndr).

Se i segnali hanno un senso, Meloni ne ha dato uno forte da Bari, città in cui è pronta a tornare a ottobre, per l’inaugurazione della Fiera del Levante. In molti credono che lo farà da presidente del Consiglio. Già sembra di sentire il sorriso, compiaciuto e sornione, di Pinuccio Tatarella.