Mezzi e fini

Ciascuno dedichi l’anima, la perda, la faccia uscire, dedicandosi all’estremo a una situazione che potrebbe, in un segmento millesimale, trasformarsi in guerra. E non una guerra locale e con gli strumenti artigianali. E cessiamo il fideismo. Si tratta di politica. Mezzi/fini. Realismo/sogni. La razionalità del reale, del “realizzabile”. La “fede” crede nel non dimostrabile, la politica nel fattibile. Non alteriamo le nomenclature. La fede politica (valori) deve combinarsi con le opportunità affermative di tali valori, altrimenti rischia di perdere i valori dei quali esalta la fede.

Non è soltanto il caldo a fare impazzire la gente. La pazzia sorge, allorché si diffuse l’utopia che dare elargizioni a vuoto per sostenere la domanda senza corrispettivo di lavoro e accrescimento di ricchezza avrebbe risolto disoccupazione e impoverimento. Invece, si gonfiò il debito e l’inflazione, lo stesso ritengo per l’acquisto dei Buoni del Tesoro da parte della Banca centrale europea. Effluvi di carta moneta, maree, ma non creazione di ricchezza, tassi azzerati, mutui a getto, immobili al vertice, ora si vorrebbe drenare la vicenda esplodendo i tassi. Una vertigine dissennata. La contrazione della elargizione del denaro inficerà chi era favorito dal denaro a nessun costo.

Non si può sballottare un sistema dal denaro a fiumi al denaro a gocce! Ci salveremo dall’inflazione con la recessione? Non so, di sicuro piccole e medie imprese ne soffriranno. A non dire gente media. È una crisi “voluta” per dare campo alle grandi imprese? Domande. In questa situazione inflazionistica e recessiva che inventano gli Stati Uniti? Sanzioni e guerre contro Russia e Cina. Gli effetti, al presente, elucubrazioni escluse, sono deterrenti, per no. Europa e presto Taiwan avranno, hanno sussulti strozzativi, e perfino raggiungeremo la soglia della guerra nucleare. Invece di recitare atti di fede è urgente tornare alla politica. La politica è indispensabile, se vogliamo difendere i valori. È l’arte di saper difendere i propri valori, la fede da sola è luteranesimo politico, i cattolici associano alla fede le opere, le opere, il saper agire per attuare la fede! Ormai abbiamo un andamento, ci si presenta come europeista, atlantista, quasi bastasse. No. Devi saper difendere l’Europa e l’alleanza con gli Stati Uniti “vantaggiosamente”!

Gli esempi decidono l’argomento. Taiwan commerciava maestosamente con la Cina. Dispute di sovranità, sì, ma gli affari andavano regalmente e la Cina non toccò l’Isola pur se la rivendicava a parole e stabiliva date di annessione. Perché zizzaniare la vicenda? In ogni caso, vero, gli Stati Uniti non intendono essere limitati a viaggiare a loro gusto. Sia. E ora la Cina cercherà di fare a meno di Taiwan e ritrae investimenti enormi dall’America. Domanda “politica”: l’America crede d’avere ottenuto cosa? Certo, non un utile per Taiwan. Assolutamente, no. E siamo all’inizio del dramma. Allora? Oltre i principi, considerare i rapporti mezzi/fini, senza minimamente rinunciare ai valori. Oltre la fede, la politica. Ma quando mai la politica è una rinuncia necessaria alla fede! È saperla difendere. Una fede mal tutelata recherà al paradiso celeste e alla rovina terrestre. Lo stesso in Occidente. Sanzioni. Non ci stanno servendo, tutt’altro. Se non avessimo sanzionato avremmo perduto i nostri valori? Per niente. Anzi, ci saremmo salvati in economia. Ma è possibile che la politica sia sparita e si ribadiscono continue litanie di appartenenza fideistica, senza percezione dei modi per difendere al meglio i valori in cui crediamo? Una fede incapace è incapace.

Verum est ipsum factum” stabiliva Giambattista Vico, la conferma delle opinioni, il vero, lo si coglie dai fatti. Ed i fatti sono: che Taiwan avrà una crisi economica decisiva, la Cina le impedirà il commercio. L’Europa vivrà situazioni che immaginare dà l’insonnia (si sveglieranno anche le pandemie!). Insomma, fede e opere (politica). Aggiungo una situazione intra-europea gravissima, tra Kosovo e Serbia, con la Nato che intende prendere parte, e di certo indirettamente (o no?) contro la Russia. E ancora. Stranissimo, davvero strano che la visita della speaker della Camera statunitense abbia connessione con una flotta di navi, una portaerei, addirittura, nel Pacifico.

Vediamo di ragionare politicamente. Kosovo-Serbia, Ucraina, Russia, Unione europea, Cina/Taiwan: forse gli Stati Uniti intendono dare guerra “ora” per impedire alla Cina e alla Russia di procedere, certi che se continuasse la pace o la non guerra soccomberebbero: gli Stati Uniti, dico? Non vi è altra spiegazione. Troppi indizi coerenti danno una prova. Del resto, inutile fare induzioni. Siamo in una situazione di guerra, ogni giorno procediamo a piccoli passi alla grande guerra. A tal punto, riformuliamo la questione. Innanzitutto: gli Stati Uniti hanno una determinazione precisa, sistematica dei loro scopi, fanno politica. Da parte nostra, è vano dirci europeisti, atlantisti. L’identificazione è apocalittica: siamo o no per la guerra, nucleare, mondiale, europea, asiatica? Non fingiamo.

L’interrogativo è una rasoiata. Gli Stati Uniti non tollerano la potenza attuale ed espansiva di Russia e Cina, e intendono “sistemarle” prima di esserne sistemati. Siamo disposti o non siamo disposti a seguirli “fino all’ultimo respiro” in questa determinazione? Oggi essere europeisti, atlantisti reca questa scelta. Ciascuno decida consapevolmente, almeno consapevolmente, soprattutto consapevolmente. Io sono europeista, atlantista, per la pace. La pace non è un disonore se voluta salvando l’onore! Ed è possibile salvare pace ed onore? Assolutamente. Questo è lo scopo della politica. Altrimenti saremmo sempre in guerra, se l’onore avesse bisogno sempre della guerra. Ridurre la consistenza di Russia e Cina, se è questo lo scopo della guerra, non ha possibilità di adempimento senza una guerra mortale mondiale. Una contraddizione.

Ci distruggeremmo per la presidenza della Repubblica dei morti. La guerra non raggiungerebbe i fini. Semplice. Per questo sono contro la guerra. Non è la prosecuzione della politica. Non raggiungerebbe i fini. Morire per nulla! Meglio vivere. Quando per la salvezza dell’umanità contro chi uccideva l’uomo e l’umanità, i nazisti, fu deciso di combattere, quella sacra determinazione aveva uno scopo, vincere e coloro che sopravvivevano restavano uomini che avevano combattuto per salvare l’umanità. Ma oggi vi è una tale sproporzione tra l’eventuale guerra nucleare e gli scopi che si vorrebbero afferrare, con la capacità degli Stati Uniti di controllare il mondo, non raggiungibile, che soltanto il Diavolo crede che da una guerra atomica sortirebbe un vincitore. Lui. Satana! Degli uomini nessuno otterrebbe se non la morte. Una guerra a fin di nulla. Ma chi crede il contrario decida il contrario. Sono scelte etiche. Coinvolgono l’intera costituzione personale. Non si tratta di equiparare le convinzioni. Mai. Piuttosto di un diritto fondamentale della libertà. Acconsentire. Dissentire.