Calenda est

Carlo Calenda dice di aver stretto l’accordo con Enrico Letta – pur sapendo che gli costerà molti consensi  in nome dell’interesse nazionale che consisterebbe nell’evitare la vittoria del centrodestra.

Così però Calenda rinnega il suo conclamato liberalismo, dato che si acconcia alla retorica del Partito democratico del presunto “pericolo della destra” che costituisce una vera “rendita di posizione”, in nome della quale, la sinistra pretende di governare in eterno, pur senza godere del consenso popolare e senza avere un credibile programma di governo ed una vera identità politico-culturale.

In realtà sembra che Calenda abbia stretto l’accordo soprattutto per ottenere qualche decina di seggi in più al caro prezzo di annacquare sensibilmente, almeno per ora, la sua immagine e quella di “Azione”, come formazione liberale di centro, guidata da un leader “diverso”, competente e immune dalla retorica e dai calcoli di bassa lega della sinistra (e della destra).

Il suo è perciò un passo falso che indebolisce la sua immagine e lo stesso suo contributo elettorale alla sinistra che non riuscirà a evitare una chiara vittoria del centrodestra alle prossime elezioni del 25 settembre.