Gli sfrattati: i sedotti dal Pd cercano casa

Nei corridoi di Sinistra italiana, Europa Verde e – perché no – anche in qualche anfratto del Movimento Cinque Stelle possiamo trovare uno o più Marino Stroppaghetti, il personaggio interpretato da Pippo Franco e protagonista nel film di Pier Francesco PingitoreSfrattato cerca casa equo canone” (1983). Da un lato sedotti e abbandonati, dall’altro conviventi forzati pur di restare in un Governo di unità nazionale (alla poltrona): in parole povere, lasciati per strada – per ora – da un Partito Democratico che, con una inversione “U” stile “Hazzard”, opta per il matrimonio (a tempo determinato) con Azione e +Europa. E gli altri? Restano fedeli alla linea, anche se il telefono non squilla più. Risultato? Le strade della campagna elettorale pullulano di anime perse.

Le agenzie battono dichiarazioni, commenti, frasi sul momento. Il cammino verso le elezioni del 25 settembre offre l’opportunità di catturare voci fino a ieri afone il cui timbro adesso, nonostante tutto, si alza ma di poche tonalità. Giusto il tempo di fare un po’ di cagnara e alzare un polverone, ma con un certo garbo. In attesa della famosa piega degli eventi, sempre buona per tutte le stagioni: non fare mosse pur di non fare sbagli. Poi qualcosa accade.

Ci vediamo? Sì. O meglio: no. L’incontro di Sinistra italiana e Verdi con il segretario dem, in programma oggi, salta. All’accoppiata “non apparentata” con Carlo Calenda resta una valutazione estemporanea: viene ribadito che c’è disagio nel Paese, soprattutto sul fronte del centrosinistra. Non parlano di rotture o porte sbattute, ma gli animi non sono proprio in un clima di festa. E poi non mancano le proverbiali riflessioni e valutazioni, sulle quali c’è da fare un ragionamento. Casomai prima della grigliata di Ferragosto.

E se Atene piange, Sparta non ride. Il M5S – tra figurine degli zombie, fuoriusciti, scatolette di tonno avariate e vaffa che sanno di naftalina – si guarda intorno, in un periodo dove l’ex enfant prodige Alessandro Di Battista spara a zero, un giorno sì e l’altro pure, contro Luigi Di Maio. Sono lontani i videomessaggi dalle piste da sci. Tra i due, infatti, è gelo: “Luigi Di Maio non ha un voto – tuona Dibba dalla piattaforma preferita, cioè Facebook – chi conosce il fanciullo di oggi, lo evita. Trasformista, disposto a tutto, arrivista, incline al più turpe compromesso pur di stare nei palazzi”. Mentre Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo rimasto a corto di cause, sul tema delle scelte delle candidature attraverso le parlamentarie glissa: “Dobbiamo assolutamente farle, è un passaggio che rientra nella democrazia diretta per dare agli iscritti la possibilità di dare indicazioni sulla scelta dei candidati”. In un ritorno a quella base lasciata nel dimenticatoio per troppo tempo.

Ricostruirsi una verginità non è mai semplice. Allora chissà: stai a vedere che questo girotondo di single possa trovare una stessa casa dove mettere piede. E raccattare qualche percentuale. Quanto basta per tirare a campare.