Conservatori elastici: immigrazione e scuola come una fionda

Razzista a chi? Perché gli aspiranti “conservatori” non dicono a chiare note che il razzismo è sempre e comunque “multidirezionale” e che ciascuna direzione è a doppio senso, come una qualsiasi strada ordinaria? La verità, infatti, è unica e incontestabile: Bianchi uccidono Neri e viceversa; Neri odiano i Gialli, e viceversa; gli autoctoni odiano i rom e sono ricambiati con sentimento raddoppiato. Per tutti questi flussi di rancore, odio e sangue, si possono stilare statistiche impressionanti da dare in pasto alle belve selvagge delle opinioni pubbliche, sempre all’ascolto di ragioni irragionevoli, per esprimere la propria rabbia repressa sotto mentite spoglie ideologiche. Ma, chi fa veramente la differenza e sta a monte di questo processo è, da un lato, la stampa progressista e, dall’altro, quella di destra. Entrambe, infatti, hanno la pessima abitudine di appropriarsi “pro domo loro” dei fatti scabrosi di cronaca dalla valenza discordante, per poi farne una sterile pubblicità degli opposti, che agiscono al pari di una pesante cortina di ferro e di nebbia, in supplenza e in sostituzione della mancanza rispettiva di idee della società e di progetti socio-economici a lunga scadenza.

L’ultimo appiglio anti-destra prende spunto dal triste episodio di Civitanova Marche, dove un “bianco” ha ucciso a mani nude un “nero” nigeriano, mentre i presenti filmavano la scena sui cellulari, senza muovere un dito per separarli. Bene, verrebbe da dire. Basterebbe introdurre come materia obbligatoria in tutte le scuole dell’ex Regno d’Italia corsi evoluti di difesa personale, così non ci sarebbe più alcuna giustificazione alla vigliaccheria. Ma, come al solito, nel caso di Civitanova Marche il progressivismo utilizza due pesi e due misure, visto che pochissimi giorni prima un nigeriano aveva ucciso a martellate un commerciante cinese e ferito gravemente un “bianco” bulgaro.

Il “bianco” di Civitanova Marche, come dimostrato legalmente, è risultato un “matto da legare” e, quindi, i progressisti dicono che come tale doveva essere super controllato dalle autorità di sicurezza. Benissimo. Solo che, purtroppo, esistono due controindicazioni in merito. La prima riguarda l’impossibilità di controllare tutti cittadini in simili condizioni di disagio, per ciascuno dei quali occorrerebbero almeno due agenti dell’ordine a sorvegliarne ogni movimento giorno e notte, perché in questo caso dovremmo banalmente moltiplicare per dieci gli attuali effettivi di pubblica sicurezza (portandoli dagli attuali trecentomila a tre milioni), obbligandoli peraltro a lavori del tutto impropri, come quello di assistenti sociali in divisa. La seconda incoerenza grave riguarda proprio la strumentalizzazione anti-destra e anti-Giorgia Meloni, orchestrata sul triste episodio dalla grande stampa nazionale vicina alla sinistra, come La Stampa e La Repubblica in primis, facendo così finta che lo psicopatico che ha ucciso il nigeriano fosse stato un iscritto riconosciuto al partito di Fratelli d’Italia. Così, si dà modo alla stampa vicina alla controparte di citare gli innumerevoli episodi di immigrati “neri” che uccidono, violentano o massacrano autoctoni “bianchi”.

È chiarissimo che così non si va da nessuna parte. Un analista attento, “conservatore” ma imparziale, toccherebbe ben altre corde, facendo proposte articolate su come e con quali nuovi strumenti normativi si debba fronteggiare un fronte migratorio vastissimo, in cui prevale la prepotenza sia dei nuovi schiavisti che operano nei paradisi criminali degli Stati falliti del Nord Africa, sia delle ondate ingiustificate di centinaia di migliaia di asiatici (dai bangla ai cinesi), che vengono in Italia con un titolo provvisorio di soggiorno per turismo e, poi, non vengono rimandati de iure puntualmente a casa loro, non essendoci in nessun modo utili come lavoratori qualificati, visto che la stragrande maggioranza di costoro vive (per modo di dire) di lavori-non-lavori. E qui l’elenco è lunghissimo per davvero. Se ne esemplificano di seguito, a puro titolo di cronaca (visto che tutti gli italiani hanno modo di verificarlo quotidianamente), i più diffusi e a volte un po’ fastidiosi per l’insistenza degli interessati. Tra questi ultimi si citano, alla rinfusa: i lavavetri nei crocicchi stradali; gli addetti abusivi e non autorizzati alle pompe incustodite di benzina; gli eserciti di venditori ambulanti, attivi nelle strade di tutte le grandi e medie città italiane, che propongono ai passanti ogni genere di gadget (di fabbricazione cinese, come ombrelli che si rompono alla terza apertura, o mazzi di rose che non si capisce bene chi le fornisca e da dove provengano!). Per terminare con la miriade di negozietti che vendono di tutto a tutte le ore, e in merito ai quali nessuno sa, indaga o denuncia con vere inchieste giornalistiche di chi siano i capitali che le tengono in piedi. E quale circuito di reclutamento internazionale ci sia dietro tutti costoro che sono, a tutti gli effetti, “illegali”, qualora sia scaduto il permesso di soggiorno per turismo. Dato che, con ogni probabilità, il permesso a medio-lungo termine per motivi di lavoro non è minimamente giustificato da “quote” di addetti al commercio, che semplicemente non esistono in questo numero così rilevante, che oggi consente illecitamente di trovare commessi extracomunitari, con compensi mensili sottopagati che farebbero infuriare e inorridire qualunque sindacato occidentale dei lavoratori. Un ottimo politico conservatore parlerebbe di questo, mettendo così definitivamente a tacere il vuoto bla-bla del politicamente corretto progressista.

Il secondo punto di un Partito Conservatore “illuminato” dovrebbe ribadire, in tema di immigrazione “buona/cattiva”, che è semplicemente impossibile l’integrazione tra “bianchi” occidentali (che risiedono in Paesi democratici) e immigrati che praticano religioni “razziste”, nel senso che sono queste ultime a ritenere le Democrazie liberali e le loro Istituzioni veri e propri Satana del mondo moderno. Idem per tutti coloro che sono impregnati di tradizioni profondamente tribali e che dall’Occidente non vogliono altro che estrarre una parte del suo benessere a proprio vantaggio, senza mai veramente condividerne i valori di fondo. Altro punto da annotare per gli aspiranti conservatori, probabili vincitori nel dopo 25 settembre, è quello sollevato da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, con il suo “Una difesa (elastica) dei valori”, che pone in primissimo piano l’esigenza urgentissima di fare macchina indietro tutta (Giuseppe De Rita lo dice e lo denuncia da trent’anni a questa parte!) del pedagogismo progressista, che ha letteralmente distrutto dalle fondamenta la qualità e l’efficacia della scuola dell’obbligo italiana, privando infanzia e adolescenza di aliquote indispensabili del sapere e della cultura, queste ultime fondate per davvero sul merito e non su basi puramente pedagogiche e desolatamente egalitarie.

Per questa rivoluzione, però, occorre lucidità estrema. È necessario sapere e analizzare, a priori, quali valori della tradizione scolastica d’eccellenza italiana occorra tutelare, riproporre e potenziare, mettendo in primissimo piano la conoscenza scientifica, il merito scolastico e programmi ministeriali che facciano davvero il cosiddetto benchmarking (copiare da chi fa meglio) con quelli degli altri Paesi più progrediti della Unione europea. Rispondendo, quindi, in primis alla seguente domanda da cento pistole: “Quale cittadino vogliamo per i prossimi due decenni”. Sapendo che la Cina confuciana, il nostro grande competitor globale, ha il culto dello studente bravo, preparato, socialmente responsabile e profondamente rispettoso dei propri genitori e dell’Autorità statuale.