M5s, l’espulsione di Di Maio è “congelata”

Il Movimento cinque stelle vive ore drammatiche. Il tempo del Redde rationem sembra essere arrivato. Al centro del ciclone politico si trova Luigi Di Maio. La sorte del ministro degli Esteri pare ormai segnata. Giuseppe Conte studia da settimane il “cavillo” che possa mettere fuori dall’universo pentastellato l’ex capo politico. In soccorso dell’ex premier è giunto, negli ultimi giorni, Beppe Grillo. Il fondatore, a parole, sembra fermo sull’ostracismo nei confronti del “doppio mandato”. È la conferma di come, per la cacciata di Di Maio, si punti agli aspetti formali. Ma si “lavora” anche sulle divergenze politiche. Il casus belli potrebbe essere rappresentato sulla questione dell’invio delle armi all’Ucraina. Un fatto è certo: al momento l’espulsione del ministro degli Esteri è “congelata”. Intanto, il presidente della Camera Roberto Fico si schiera accanto a Conte. “Siamo arrabbiati e delusi. Subiamo una cosa che secondo me – sostiene Fico – è mistificatrice, non aderente alla realtà del M5s rimasto sempre legato a Ue e Nato. Non c’è nessun Conte-Di Maio, state sbagliando prospettiva”, ha detto in un altro passaggio.

“L’unica cosa che c’è è, al massimo, Movimento-Di Maio – ha aggiunto – perché attaccare il M5s su posizioni che non sono in discussione dispiace a tutta la comunità del Movimento. È questo il punto. Di Maio sarà espulso? Di questo non voglio parlare. Il mio punto di vista è solo chiedermi perché si deve attaccare il Movimento e metterlo in fibrillazione in un momento in cui queste cose nel M5S non sono in discussione”. Ovviamente, Di Maio si è detto “stupito” degli attacchi subiti. L’esito ufficiale alla riunione del Consiglio nazionale grillino convocato da Conte nella serata di ieri, non arriva. La riunione, durata più di quattro ore e finita in tarda notte era stata indetta per fare il punto della situazione dopo lo scontro tra Di Maio e Giuseppe Conte e in vista delle comunicazioni sull’Ucraina del premier Mario Draghi di domani.

Nel corso del Consiglio, i componenti avrebbero espresso “rammarico” per il comportamento del ministro ed esaminato anche la possibilità di una sua espulsione. La riunione si sciolta con l’intesa di riaggiornarsi per dare il via libera a un testo che formalizzasse le decisioni assunte dall’organismo. Tuttavia diverse ore dopo la conclusione del Consiglio ancora nessun testo è stato pubblicato. I dubbi sarebbero proprio sul tenore delle accuse al ministro e le esitazioni di alcuni componenti in proposito. Al punto che una nota del M5s questa mattina ha smentito le ricostruzioni della stampa a proposito di “toni offensivi e volgari” che sarebbero stati rivolti al ministro.

In una nota, il portavoce del ministro Di Maio, Giuseppe Marici, non nasconde lo smarrimento. “Siamo stupiti e stanchi – scrive – per gli attacchi che diversi esponenti M5S, titolari anche di importanti cariche istituzionali, oggi hanno rivolto al ministro Di Maio, impegnato in questo momento a rappresentare l’Italia all’importante tavolo europeo del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo, dove si sta discutendo della guerra in Ucraina. Il ministro Di Maio non replicherà a nessuno degli attacchi che sta ricevendo in queste ore. C’è un limite a tutto, ciononostante non si può indebolire il governo italiano davanti al mondo che ci osserva, in una fase così delicata”.