Il Celeste

L’altra sera, nel corso dell’ultima puntata della stagione di Propaganda Live, si è esibito tal Gianni Celeste, “lamentoso” artista neomelodico che ha cantato il brano Povero gabbiano. Fin qui nulla di strano (anche perché La7 è un tivù privata e quindi può invitare gli ospiti che ritiene più opportuni), anzi vi invito a vedere la performance del Celeste su YouTube. Un po’ più strano – e, se volete, anche un po’ per certi versi inquietante – è che il povero volatile ha battuto le proprie ali anche nei cieli di Vietri di Potenza, dove è stato riconfermato il sindaco uscente Christian Giordano il quale, oltre alla sua lista, non aveva altri contendenti.

Però il piccolo comune lucano, avendo meno di 3mila abitanti, con una sola lista presentata avrebbe corso il rischio del commissariamento se non fosse stato raggiunto il quorum del 50 per cento+1 di votanti. E allora scatta l’escamotage: la presentazione di una lista satellite chiamata “Povero Gabbiano insieme”, con tanto di citazione di un verso del brano di Gianni Celeste che impazza sui social. Risultato finale: lista civica che sosteneva Giordano al 92,39 per cento e sette seggi in Consiglio comunale, il gabbiano di Basilicata 7,61 per cento e tre seggi.

Quando lo spettacolo ispira la politica, non c’è da sorridere. Anzi. Ricordate il Vaffanculo, la scatoletta di tonno e chi più ne ha più ne metta? A lungo andare i “giocattoli” fondati sul nulla implodono inesorabilmente. Intanto, alle prossime elezioni, possiamo aspettarci liste tipo “Il supremo celeste” (visione paradisiaca) o “Il conte celeste” (un po’ di fiabe, ogni tanto, non stonano).