La mossa errata nel momento sbagliato. Davvero – come sostiene il quotidiano “Domani” di Carlo De Benedetti – tanto Giorgia Meloni quanto Matteo Salvini si starebbero contendendo, se non litigando, il pm Nicola Gratteri come futuro candidato in Parlamento o al Governo per le elezioni politiche? Speriamo solo che non sia vero. Perché altrimenti dovremmo constatare come il garantismo in Italia si sia ridotto a chimera propagandistica, mentre nella prassi tutti fanno a gara ad accaparrarsi il “top player” nel campionato del giustizialismo. E questo, nel caso di Salvini, dopo aver persino promosso i famosi sei – poi ridotti a cinque – referendum per la giustizia giusta di cui proprio lo stesso Gratteri in tv da Lilli Gruber diceva peste e corna.

Tenere due piedi in una staffa – o, come direbbe Woody Allen, “montare due cavalli con un sedere solo” – sta diventando un vizietto di tutti i politicanti all’italiana. Ma poi non ci si lamenti se la gente si butta sull’antipolitica o, come appare più probabile per il futuro, sul non voto. Se uno va al supermercato e non trova il prodotto che cerca, niente di più facile che se ne esca sconsolato senza aver comprato un bel niente. E un bel giorno, anzi brutto, sarà il supermercato stesso, però, a dovere chiudere i battenti. E i supermercati della politica, quando chiudono, non è detto che riaprano più.