Istat, Blangiardo: “Assegno unico primo passo, ma non basta”

“Serve la collaborazione del mondo delle imprese”. È il monito lanciato da Gian Carlo Blangiardo, a proposito dell’emergenza demografica che si registra in Italia. Il presidente dell’Istat, in un’intervista a La Stampa, sostiene come si possa fronteggiare l’allarme natalità nel nostro Paese. “Non è più il momento dei bonus circoscritti a condizioni e a soggetti particolari, sussidi di cui peraltro era incerta la stessa capacità di durare nel tempo. Oggi – afferma – l’assegno unico universale rappresenta un primo passo già nella giusta direzione. Ma non basta”. Secondo Blangiardo, “occorre proseguire con molti altri interventi nel campo della cura, della conciliazione, dello sviluppo di una cultura che riconosca il valore sociale della genitorialità. Si tratta – prosegue – di identificare e portare avanti tutte quelle iniziative che servono a costruire una fecondità familiarmente sostenibile. Per fare questo è anche necessario ricercare la piena collaborazione anche del mondo imprenditoriale, da cui può arrivare un fondamentale aiuto per consentire ai genitori, sia quelli reali che i potenziali, l’attivazione di modelli organizzativi capaci di combinare i tempi della famiglia con quelli del lavoro”.

Secondo Elena Bonetti, per la crisi della natalità, “la sfida ora è rendere il Family Act esecutivo, come ha chiesto ieri il presidente Mattarella. È vero, abbiamo poco tempo perché la legislatura sta finendo. Ecco, entro quel termine dovranno essere pronti i decreti attuativi. Per questo dobbiamo fare presto, abbiamo quasi un anno di tempo”. La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, in un’intervista al Messaggero, ritiene preoccupante il dato delle nascite attuali. “Va reso strutturale l’impegno di politiche e di risorse che il presidente Draghi con questo governo ha messo in campo. Sui fondi sono 20 i miliardi di euro all’anno stanziati per il solo assegno nel Family Act, 4,6 miliardi per gli asili nido inseriti nel Pnrr. Il Family Act è una misura strutturale, e va oltre il 2026”.