Centrodestra, Musumeci: “Meloni e Salvini si parlino e risolvano”

“Il tema non è locale ma nazionale, loro devono decidere”. Nello Musumeci invoca l’intervento di Giorgia Meloni e Matteo Salvini per risolvere una querelle diventata imbarazzante per il centrodestra. Una disputa senza esclusione di colpi che va avanti da tempo tra Gianfranco Miccichè e il governatore della Sicilia. L’oggetto del contendere riguarda la ricandidatura di Musumeci alla presidenza della Regione Siciliana. Di recente, il presidente dell’Ars e leader di Forza Italia nell’isola, nel corso di un’intervista alla Stampa, ha dato del “fascista” allo stesso Musumeci, a Giorgia Meloni e a Ignazio La Russa. Ovviamente quelle accuse hanno provocato un terremoto politico. Tant’è vero che Miccichè è stato costretto a smentire il quotidiano diretto da Massimo Giannini. Naturalmente, il giornale di Torino non ha gradito il dietrofront. Così, nell’edizione di ieri, La Stampa ha riportato alcuni stralci della trascrizione della registrazione che “confermano la veridicità del testo pubblicato”.

A questo punto, Musumeci ha deciso di scrivere una lettera al quotidiano in cui chiede che siano “doverosamente chiari i contorni di una vicenda che, per la gravità delle affermazioni contenute, non può certo cadere nel silenzio”. La replica del giornale è stata ultimativa. “La risposta più chiara e semplice che possiamo dare al governatore della Sicilia – si legge sulla Stampa – è quella che pubblichiamo, cioè la trascrizione dell’intervista registrata che il nostro Giuseppe Salvaggiuolo ha fatto al coordinatore di Forza Italia, Gianfranco Miccichè. Come si evince dal testo, non c’è proprio nulla da smentire”.

Per queste ragioni, il presidente della Regione siciliana ha scritto ai leader del centrodestra nazionale. Non è passata inosservata la mancata menzione di Silvio Berlusconi. “Io credo – scrive Musumeci – che Meloni e Salvini debbano sentirsi, parlarsi, e in mezz’ ora si risolve tutto”. Nell’articolo ospitato dal Corriere della Sera, il governatore accenna alla spaccatura che si è creata nella coalizione di centrodestra sulla sua ricandidatura alla guida del governo siciliano. “Il tema – prosegue Musumeci – non è locale ma nazionale, loro devono decidere”. E su Miccichè aggiunge: “Non mi ha chiamato, ma non è un problema. Oggi eravamo in Aula assieme. Mica bisogna essere amici per fare politica dalla stessa parte”. Musumeci non teme nessuna “mossa del cavallo”, quella evocata contro di lui da Gianfranco Miccichè in una presunta telefonata con Silvio Berlusconi: “Ma figuriamoci. Fu inventata nel lontano ‘600 da Pietro Carrera, nato a Militello in Val di Catania, come me e Pippo Baudo: nel gioco degli scacchi io le mosse le conosco”.