Quirinale, Lupi: “La sinistra accetti il confronto su Berlusconi”

Maurizio Lupi invita la sinistra a un confronto senza pregiudizi. Nella corsa al Colle, la prima strategia “è cercare un candidato condiviso che possa essere eletto a larghissima maggioranza. L’altra, pure legittima, è un voto a maggioranza, come è accaduto già 8 volte su 13, spesso con ottimi risultati”. Lo sostiene in un’intervista al Corriere della Sera il leader di Noi per l’Italia. Lupi si dice “molto sorpreso” per “il no della sinistra alla proposta di Matteo Salvini di sederci tutti assieme per trovare un metodo e magari un nome. Non si può dire che non si discute perché il centrodestra ha una proposta condivisa, si riconosce cioè nella candidatura di Silvio Berlusconi”.

Non deve “dire sì per forza, ma accettare il confronto, sì. Anche noi avremmo detto no a Prodi, ma è inaccettabile che ci siano pregiudizi su un leader che ha fatto la storia del centrodestra, che anche a sinistra è stato riconsiderato nella sua importanza, che ha meriti internazionali riconosciuti come dimostrano le parole del segretario del Ppe”. Il leader di Noi per l’Italia si augura “che il Pd ci ripensi e si sieda al tavolo”. Chiunque sarà il prossimo presidente, “il centrodestra deve essere unito, non può permettersi di dividersi, pena la sua fine”. Per il centrodestra “se si va a un presidente di parte, il nome è Berlusconi. E non c’è dubbio che, anche per i numeri, siamo legittimati a esprimerlo”. Mentre nel caso di “una amplissima maggioranza per eleggere Mario Draghi, l’accordo deve prevedere anche la continuazione dell’esperienza di governo, perché il Paese non ha bisogno oggi di elezioni anticipate. Ma anche se fosse eletto un presidente a maggioranza, quella stessa maggioranza sarebbe in grado di esprimere un governo” per “impostare le riforme costituzionali del futuro e portare il Paese fuori dalla pandemia e dall’emergenza economica”.

Antonio Tajani non ha dubbi e da tempo, punta tutte le carte di Forza Italia sul Cavaliere. Il coordinatore forzista, un’intervista a Rtl 102.5, sostiene che “siamo all’inizio di un confronto. Credo che se la candidatura di Berlusconi trovasse consenso anche nella grande parte del Gruppo misto, potrebbe anche trovare consenso da parte di Matteo Renzi. Poi bisognerà parlarne con lui, è ancora presto per concludere trattative. Non credo ci siano pregiudizi negativi da parte di Renzi nei confronti di Berlusconi. Ne parleremo a tempo debito. Mi auguro ci sia larga convergenza sul nome indicato dal centrodestra e per quanto mi riguarda sul nome di Berlusconi. Nessuno ha mai fatto obiezioni sul nome di Berlusconi, i veti non hanno significato”.

Tajani, intervistato dal vicedirettore del Corriere della Sera, Venanzio Postiglione, su Corriere.it afferma che “il centrodestra unito può essere attrattivo per la vera originalità di questa elezione, il grande Gruppo misto dove decine di parlamentari devono scegliere autonomamente. La candidatura di Silvio Berlusconi più passa il tempo e più sarà attrattiva”. Per Tajani, “bisogna dialogare con Matteo Renzi e tutte altre forze per avere un consenso più ampio possibile. Sono convinto che i numeri ci saranno. Nessuno ha numeri di partenza come quelli di Silvio Berlusconi”, ha aggiunto Tajani, spiegando che i parlamentari azzurri “stanno parlando con tutti i loro colleghi: troviamo spazi di consenso inaspettati fino a qualche mese fa, siamo moderatamente ottimisti”.

Intanto, Carlo Calenda bolla come “velleitarie” le ipotesi di un Mattarella bis o dell’elezione al Quirinale di Silvio Berlusconi. Il leader di Azione, a margine della presentazione della “giunta ombra” per Roma, propone un incontro fra i segretari dei partiti di maggioranza “anche per far cadere” queste idee. “Il Mattarella bis è velleitario perché Mattarella non lo vuole fare, ed è velleitaria l’idea del centrodestra che Berlusconi possa diventare presidente della Repubblica di un Paese dove metà dei cittadini hanno un rapporto molto conflittuale con la sua figura. Matteo Salvini deve chiarire questa posizione, non può nei giorni che incontra Berlusconi dire che voterà Berlusconi, e negli altri giorni far capire che serve un altro nome: è arrivato il momento di chiudere questa storia”. Per il leader di Azione, “se arriviamo all’inizio delle votazioni senza avere chiaro se il governo può continuare, rischiamo il disastro di trovarci senza governo e con una spaccatura nell’elezione del presidente della Repubblica. Questo non può accadere in questo momento”.

Per il Quirinale Calenda rilancia Marta Cartabia. La questione “si deve risolvere con un incontro fra i segretari di partito. La nostra proposta è la ministra Cartabia, una persona di grande qualità, ex presidente della Corte costituzionale. Si può trovare un altro nome ma troviamolo: sediamoci e facciamolo subito”, ha detto il leader di Azione, ribadendo che Mario Draghi “deve restare” a Palazzo Chigi, perché c’è Omicron, i prezzi dell’energia sono impazziti, le imprese rischiano una fermata produttiva, c’è l’inflazione e dobbiamo spendere 50 miliardi di Pnrr: che senso ha cambiare questo presidente del Consiglio?”.