Settimopiano. Preoccupa Roberto Gueli, nuovo presidente dell’Odg Sicilia

Roberto Gueli è il nuovo presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Ma la sua elezione e la composizione dei nuovi vertici destano la preoccupazione dell’Associazione siciliana della stampa, il sindacato unitario dei giornalisti isolani. Per “l’inesperienza di gran parte dei componenti del nuovo direttivo dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e per le manovre che queste elezioni hanno comportato”. Fuori dalle dichiarazioni ufficiali, Assostampa Sicilia si riferisce “all’operazione”
che ha portato i tre consiglieri pubblicisti eletti a consegnare a una minoranza di professionisti (2 appena, su 6) il governo dell’Ordine, escludendo da ogni carica gli altri quattro consiglieri professionisti. E così, per la scelta decisiva dei tre pubblicisti (figure la cui attività giornalistica non è esclusiva e normalmente secondaria rispetto a qualunque altro lavoro o professione) nuovo presidente, professionista per obbligo di legge, dell’Ordine del giornalisti è Roberto Gueli.

Gli ordini professionali, organizzazioni di autogoverno delle professioni, sono enti di diritto pubblico ai quali sono affidate funzioni e competenze tanto importanti da essere sorvegliati dal ministero della Giustizia. Assostampa Sicilia è preoccupata per la “scalata” di Gueli. Alla prima esperienza negli organismi dell’Ordine, è stato eletto presidente nella seduta in cui si è insediato per la prima volta come consigliere. Esordiente nell’Ordine, ma “anziano” nella professione, Gueli, dopo le prime esperienze nelle emittenti locali Teleregione e Telescirocco negli anni Novanta entra in Rai, Tgr Sicilia, “in quota Pds”, il partito politico che ne promuove l’assunzione.

Gueli alla Tgr Sicilia si occupa solo di sport e, pressoché esclusivamente della squadra di calcio del Palermo, nella quale indirizza l’essenza professionale. Questa esclusiva peculiarità non impedisce a Gueli di fare carriera. Ottiene la promozione a capo servizio, questa volta nella “quota” di un altro partito, An, che del primo rappresenta esattamente il suo opposto. Quando a capo della redazione, a settembre 2003, arriva Vincenzo Morgante (a suo agio tra cardinali e vari centri di potere) lascia a Gueli la strada spianata per divenire, il capo della redazione siciliana e, da qui, vicedirettore, a Roma, della Tgr, la testata con il più alto numero di giornalisti a livello europeo.

Ma il giornalismo è, innanzitutto, deontologia e l’Ordine ne è il custode e il garante. Assostampa Sicilia teme per l’inesperienza di Gueli? È questo il problema, o almeno quello più grave? Fondamento della professione giornalistica è, innanzitutto, la sua autonomia da ogni altra sfera di interessi. Una di queste sfere, certo non secondaria, è quella della pubblicità e della comunicazione commerciale che deve sempre restare distinta. Non la pensa così Gueli. Infatti, ha presentato nel corso degli anni eventi anche di natura commerciale promossi da imprese: da sfilate di moda a concorsi di bellezza con tanto di ossequiosa promozione di marchi d’azienda e sponsor, in violazione di basilari doveri deontologici, nonostante, in alcuni casi, la dichiarazione di finalità benefiche mai verificate, comunque eccedenti la previsione dell’articolo 10 del Testo unico dei doveri: presentazioni peraltro soggette all’obbligo preventivo di comunicazione agli organismi dell’Ordine. Infine, Gueli, in quanto dipendente Rai, nonostante il vincolo di esclusiva, ha partecipato a programmi televisivi di emittenti concorrenti erogando a esse una prestazione in violazione del rapporto contrattuale. In buona sostanza, il tema è l’idoneità del presidente a esercitare il suo ruolo. La figura di Gueli, oggi in quota M5s (viva il trasformismo!), è fortemente contestata. Soprattutto a seguito della circolare dell’ad Rai Carlo Fuortes relativa al tetto delle partecipazioni dei giornalisti Rai a eventi extra aziendali. Per tutte queste ragioni la domanda è d’obbligo: Roberto Gueli è idoneo a presiedere l’Ordine dei giornalisti di Sicilia?