I flussi illegali di smaltimento dei rifiuti

Ogni anno ciascun italiano produce mediamente mezza tonnellata di rifiuti. I dati ci dicono che i tre quarti dei rifiuti vengono riciclati, con percentuali migliori al Nord rispetto al Sud, che una parte finisce nelle discariche e che una parte significativa scompare nei cosiddetti “flussi paralleli”, cioè si perde per strada. Si calcola, ad esempio, che il 40 per cento degli elettrodomestici non arrivano agli impianti di smaltimento autorizzati, gli unici in grado di garantire un trattamento corretto dal punto di vista ambientale.

È quindi evidente che ogni giorno centinaia di tonnellate di rifiuti vanno a ingrossare le discariche abusive o vengono abbandonati sul territorio, con enorme danno ecologico. Ma non finisce qui, se si pensa che anche la criminalità organizzata di stampo mafioso prospera sui flussi paralleli dei rifiuti tramite percorsi illegali molto competitivi sul piano dei costi. Fino a non molto tempo fa mancava una visione d’insieme del fenomeno, ma ora una maggiore consapevolezza sta conducendo a una svolta.

A fare il punto della situazione è la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nota anche come Commissione sulle Ecomafie, presieduta dal giovane e brillante deputato Stefano Vignaroli. Vignaroli, infatti, avvalendosi di esperti del settore provenienti dalla magistratura e dalla Pubblica amministrazione, sta elaborando una relazione su questo grave problema, redatta anche sulla base delle audizioni che sono state condotte dalla Commissione parlamentare. Sarà bene che le risultanze dell’impegnativo lavoro svolto costituiscano la base per l’assunzione di decisioni in grado di contrastare il fenomeno. Nel frattempo, la Commissione parlamentare è attiva anche su altri fronti riguardanti il ciclo dei rifiuti, andando a verificare in prima persona situazioni particolarmente critiche presenti sull’intero territorio nazionale.

Va valutata positivamente anche la circostanza che il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) abbia fra le sue missioni la cosiddetta “transizione verde ed ecologica”. Le opportunità che si dischiudono hanno una portata storica per il nostro Paese, se si sapranno combinare efficacemente tutti i fattori in campo. Manca un anno e mezzo alla fine della legislatura e i prossimi mesi saranno determinanti.