Quirinale, la candidatura di Berlusconi si consolida

La candidatura di Silvio Berlusconi per il Colle si consolida. Ne è convinta Licia Ronzulli. Per la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, “gli elettori premiano la coerenza. Hanno capito il contributo che Silvio Berlusconi e Forza Italia hanno saputo dare al Paese in questa fase così complessa: dall’aver fatto nascere questo governo al supporto alla campagna vaccinale e alla ripartenza dell’Italia. Insomma, paga la linea della responsabilità di chi come noi è sempre stato coerentemente schierato al fianco della scienza”. La senatrice forzista, in un’intervista al Corriere della Sera, sostiene che Berlusconi, “nell’ultimo anno e mezzo ha fatto più che molti altri. Non stupisce che gli italiani, stando ai sondaggi, al Quirinale vedano solo lui o Mario Draghi, non si fidano di altri. Se ci fosse l’elezione diretta il risultato sarebbe scontato. Intanto, prendiamo atto che moltissimi che negli anni lo hanno combattuto oggi lo rimpiangono. Il presidente, da quando è scoppiata la pandemia, non ha mai mancato di dare il suo contributo ad ogni sessione del Parlamento europeo, ha chiesto per primo alla Commissione Ue un coordinamento sanitario e poi ha lavorato per aumentare le risorse destinate all’Italia col Recovery fund”.

D’altro canto, secondo la ministra pentastellata per le Politiche giovanili Fabiana Dadone intervistata dal Fatto Quotidiano, “le votazioni sul Quirinale rischiano di essere un congresso per quasi tutti i segretari di partito”. Il premier Mario Draghi “ha un profilo di indiscusso valore, ma è evidente la delicatezza della questione viste anche le possibili ricadute sul governo. Non penso alla semplice tenuta dell’esecutivo, ma all’attuazione dei progetti legati al Pnrr. E una donna al Colle? “Non ne faccio una questione di genere, il punto per me non è quello. L’importante è trovare una figura di altissimo livello”. “Il M5s non è mai stato tranquillo al suo interno – ammette Dadone –. Ma quello dei gruppi instabili è un rischio per tutti i leader politici. Nelle precedenti votazioni per il Colle a saltare fu Romano Prodi, per un problema tutto interno al Pd. Quella sui “penultimatum” di Conte, secondo la ministra, “è solo una battuta” di Grillo. Il voto anticipato? “Può sempre accadere, tutto è possibile. Ma lo ripeto, il taglio dei parlamentari, di cui sono convintissima, peserà nei ragionamenti”, ribatte.

Secondo Matteo Ricci, coordinatore nazione dei sindaci Pd, all’assemblea dei sindaci progressisti a Roma, “stiamo parlando troppo di Quirinale, se potessero scegliere, gli italiani sceglierebbero Draghi a Palazzo Chigi e Mattarella al Quirinale, dovremmo parlare di legge elettorale”.