Quirinale, le ipotesi: da Gentiloni a Berlusconi

Paolo Gentiloni e Silvio Berlusconi. Sono questi i nomi emersi dal borsino per il Quirinale, oltre a quello di Mario Draghi, il candidato più accreditato. “Gentiloni sarebbe un ottimo nome per il Colle”. Ne è convinto Andrea Marcucci, senatore Pd, renziano mai pentito. Il nome del commissario europeo per gli Affari economici è assurto agli onori delle cronache politiche dopo la presunta cena segreta con Matteo Renzi, che si sarebbe tenuta a Bruxelles. Per Marcucci, con Gentiloni si può “contare non solo su un ottimo curriculum nazionale, ma anche su un crescente prestigio internazionale in Europa e negli Stati Uniti. Detto questo, ricordo che i nomi buoni devono arrivare in prossimità del 18 gennaio, quando le Camere riunite inizieranno le votazioni”.

Intervistato da Repubblica, Marcucci sostiene che “le persone equilibrate e di buon senso come il commissario europeo, trovano sempre l’attenzione dovuta anche negli altri schieramenti. Paolo, anche quando in passato ha avuto deleghe molto delicate, penso al suo ministero delle Comunicazioni, ha sempre parlato con tutti, trovando soluzioni di sistema che si sono dimostrate molto efficaci”. Per l’ex capogruppo dem in Senato però sarebbe arrivata l’ora di candidare una donna. “Sarebbe per tutto il Paese un segnale di svolta profondissimo. Per tutta la società, mondo del lavoro e politica compresi. Io sarei favorevolissimo a votare una donna”, ha concluso.

D’altro canto, Secondo Manfred Weber, presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo, “Silvio Berlusconi è un politico europeista è ha sempre avuto un approccio filo-europeo che apprezzo e questa è una considerazione ragionevole”. L’ex democristiano Gianfranco Rotondi apprezza “molto le parole di Weber e del capo dell’opposizione Giorgia Meloni sulla candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale. Queste due importanti voci confermano che la candidatura di Berlusconi è sicuramente di parte, ma è la più autorevole in campo”.

Il nome di Berlusconi viene rilanciato anche dall’economista Antonio Martino. Intervistato da Libero, l’ex ministro degli Esteri e della Difesa, storica tessera numero 2 di Forza Italia, è convinto che uno come il Cavaliere, in Italia, non ci sia. “Persino a sinistra – sostiene Martino – si stanno rendendo conto di avere sbagliato nell’accanirsi così tanto verso la sua persona, nell’applaudire quei magistrati cialtroni che hanno provato in tutti i modi a metterlo in galera. Credo che un po’ di complesso di colpa, nei suoi confronti, a sinistra lo abbiano”.