SettimoPiano. Un Rao troppo di destra per la Rai

In Rai esplode una nuova grana: Nicola Rao, attuale vicedirettore della Tgr, apprezzato giornalista con curriculum impeccabile, indicato da più parti come possibile direttore di una testata, sarebbe stato fatto fuori dal recente pacchetto di nomine dei Tg per motivi ideologici: “Troppo di destra” per poter fare il direttore in Rai, ha scritto Repubblica.

Ma è possibile che la più importante azienda culturale del Paese escluda dalla promozione uno dei suoi migliori giornalisti, autore di importanti scoop (come l’intervista esclusiva ad Alì Agca) perché non conforme al pensiero della sinistra? Il Servizio pubblico non dovrebbe garantire il pluralismo culturale ed informativo? Non è per questo che i cittadini pagano il canone? Ma soprattutto cosa vuol dire “troppo di destra”?

Rao è uno storico del terrorismo degli anni Settanta, la sua “Trilogia della celtica” (che raccoglie tre lavori scritti tra il 2006 e il 2009) rappresenta ancora oggi uno di più importanti contributi per la ricostruzione della storia dell’eversione nera in Italia.

Insomma, sembra che la colpa di Rao non sia di essere uno “troppo di destra”, ma di aver studiato troppo la destra. E così ieri un gruppo di intellettuali bipartisan hanno sottoscritto un comunicato contro l’operato della Rai denunciando “il caso di grave discriminazione culturale e disinformazione aziendale”.

Aldo Cazzullo, Luca Telese, Vittorio Macioce, Antonella Beccaria, Gianni Scipione Rossi, Paride Leporace, Vittorio Lofoco ed altri storici, magistrati, giornalisti e scrittori hanno ricordato che i libri di Rao sono frutto “di un enorme, serio e obiettivo lavoro di ricerca storica e indagine investigativa” e rappresentano “una pietra miliare per quanti di noi si sono sempre occupati della materia”.

Insomma, un giornalista apprezzatissimo per la sua attività di vicedirettore in Rai e per i suoi libri non può fare carriera nella Rai di Carlo Fuortes perché “troppo di destra”.

SettimoPiano ci conferma che in effetti il curriculum di Rao è stato visionato dall’Ad Fuortes ma che su di esso, ad un certo punto, è arrivato un veto non spiegabile da questioni aziendali. Insomma, un vero e proprio stop ideologico. Questo veto è stato poi comunicato a Palazzo Chigi. Pare che Fuortes (che ovviamente non ha mai letto un libro di Rao ma dev’essere rimasto impressionato dai titoli) si sia fidato di un suo stretto suggeritore in Rai: un giornalista storicamente di sinistra e vicino alla pensione.