Da Roberto Benigni a Marco Mengoni: vari personaggi pubblici supplicano Sergio Mattarella a rimanere ancora un po’ di tempo al Colle. Quando qualche vip di dubbio calibro vede il presidente della Repubblica si sentono piccole grida che recitano “c’è Sergione, c’è Sergione”. Proprio come se avessero visto sotto casa propria il loro cantante preferito di quando avevano sedici anni. Ma quand’è che è successo questo? In quale preciso momento il nostro caro Presidente è diventato un simbolo così importante per gli italiani?

In televisione si pende dalle sue labbra, ogni suo discorso sembra pieno di consigli da seguire per riportare finalmente l’Italia fuori da questo incubo. Certo, a lui va dato il merito di essere stato alla guida del timone nel periodo storico con i governi che hanno visto prima Matteo Salvini con Luigi Di Maio, poi Di Maio con Matteo Renzi e il Partito Democratico, poi arriva Mario Draghi che riesce a fare un minestrone e a mettere insieme la cioccolata con il pesce spada. A Mattarella va dato sicuramente il merito di essere stato un punto fermo in questi anni tanto travagliati, ma d’altronde è molto complicato per un presidente della Repubblica non essere un punto fermo.

Quello che viene da chiedersi è come mai molti esponenti del mondo dello spettacolo amino la sua figura. Fossi in loro, visto come stanno gestendo le riaperture nel fronte della cultura, ce l’avrei con tutti gli esponenti di spicco del nostro Paese. Compreso Mattarella. È da un anno e mezzo che gli artisti, a parte brevi periodi, sono quasi impossibilitati a fare i loro spettacoli dal vivo. Per quest’autunno sono stati già rinviati molti concerti di artisti importanti, e non se ne riparlerà fino alla primavera prossima. Tutto questo con una percentuale di vaccinati che a fine settembre, secondo le previsioni, arriverà all’80 per cento. Perché non permettere ai vaccinati di andare agli spettacoli dal vivo, con un minimo di distanziamento ma pur sempre godendosi lo spettacolo? Se si prova a fare questa domanda, si viene tacciati di essere No-vax, anche se come si può ben capire la situazione è opposta.

L’unico artista che veramente ha cercato di farsi sentire, secondo molti con modalità sbagliate, è stato Salmo, il rapper che ha organizzato il concerto gratuito a Olbia. Durante l’evento l’artista ha letto una missiva indirizzata al Governo e ai rappresentanti delle istituzioni, parlando appunto di come l’intero settore degli spettacoli dal vivo sia stato dimenticato. Ovviamente è stato sobbarcato di critiche dai suoi colleghi, i quali preferiscono mettersi dalla parte del caro e “rassicurante” Sergio Mattarella che lottare per riconquistare i propri diritti.