Scuola, i presidi: “I docenti siano tutti vaccinati”

I presidi hanno le idee chiare sulla vaccinazione. I dirigenti scolastici chiedono che si debba superare il “semplice” Green pass. I docenti devono essere tutti vaccinati. “Bisogna andare oltre le ipotesi sul Green pass a scuola”. Lo sostiene l’Anp, l’Associazione nazionale presidi, che giovedì avrà un primo incontro al ministero in vista della ripartenza delle scuole a settembre. “Per riaprire gli istituti in presenza e in totale sicurezza – sostengono i presidi – serve l’obbligo del vaccino per il personale scolastico. In questo modo non bisognerebbe applicare il distanziamento, che necessita invece della disponibilità di spazi”. L’Anp fa sapere che “la prossima settimana” vedrà il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi” per riferire “anche a lui” le “posizioni sul vaccino ai professori”.

Centomila potrebbe essere un numero ragionevole”. È quanto ha dichiarato il presidente dell’Anp Antonello Giannelli a Radio 1, a proposito dei docenti non vaccinati. Ma, secondo le stime, potrebbero essere addirittura il doppio. “Dobbiamo fare di tutto – ha aggiunto Giannelli – per eliminare la didattica a distanza. Se per farlo è necessario vaccinarci tutti allora ci dobbiamo vaccinare. Vedo con favore la possibilità che, qualora non si arrivi in tempi molto rapidi, in pochi giorni, ad abbattere quel numero, allora si possa prendere in considerazione una misura di obbligo”.

Secondo Giannelli, “la Dad sarà inevitabile se dovremo rispettare il distanziamento, perché i mezzi pubblici non ce la farebbero a trasportare tutti gli studenti alla stessa ora e in molte scuole non si riescono a mantenere gli alunni distanziati. I pediatri hanno affermato da tempo che sarebbe positivo vaccinare i ragazzi sopra i 12 anni, anche qui è una questione organizzativa perché i ragazzi di per sé vogliono vaccinarsi. Se non si fa presto è chiaro che per metà settembre non si fa in tempo”.

Parlando ancora dei docenti non vaccinati contro il Covid, ieri Giannelli aveva detto che “c’è stato un momento che si doveva ricorrere alla moral suasion, ma ora il tempo stringe e a questo punto credo sia opportuno trovare una forma di obbligo. Se una persona che non è vaccinata è a contatto con un’utenza è chiaro che può diffondere il virus: non è tanto questione di tutela personale ma è una tutela di salute collettiva”. Il presidente dell’Anp è convinto che “da parte del personale scolastico, dei docenti vi sia una ritrosia a vaccinarsi. Secondo me, da un lato c’è una sovrastima della persone ancora da vaccinare, perché quel duecentomila che sta girando è una cifra troppo alta e credo risenta del fatto che ad un certo momento le vaccinazioni per i professori si sono fermate. Non c’è stata più quella corsia preferenziale e molti, forse, sono stati vaccinati senza essere registrati come docenti: sono numeri che a mio avviso andrebbero rivisti. E bloccare quella corsia preferenziale è stato un errore, ora scopriamo che si è creato un effetto negativo che noi avevamo denunciato all’epoca”.