Il caso dell’avvocato Piero Amara, grande accusatore dei “processi aggiustati” tramite la Loggia Ungheria, recentemente arrestato, ha convinto Ruggiero Capone a dedicare questa puntata di “Buona parola a tutti” alle vittime della giustizia. Anzi all’associazione “Vittime della Giustizia e del Fisco” fondata da Arturo Diaconale, e che Capone ancora porta avanti. Così il giornalista si domanda come possa l’uomo della strada ricevere giustizia nei tribunali, soprattutto se non può permettersi un avvocato ben coperto nei salotti, nei circoli esclusivi, nelle logge. Perché è questa la domanda che si pongono le tantissime vittime o i familiari di chi morto in roghi e crolli (la strage di Viareggio, per fare solo un esempio). Perché se quanto ha dichiarato Amara fosse vero, allora ci sarebbe una giusta spiegazione alle tantissime persecuzioni giudiziarie e fiscali in danno di comuni cittadini e, di contro, la prescrizione che salva inesorabilmente presidenti di grandi aziende ed amministratori di strutture imputate di disastri e stragi. Ma chi saranno mai gli “ufficiali di collegamento” tra le non ben chiare logge (giustizia, lavori pubblici, banche, università...)? E chi sarebbero i maggiorenti della superloggia che comanda su tutte? Arduo rispondere a questa domanda. Ignaro della gabbia in cui verserà l’Italia, più di cinquant’anni fa già Domenico Modugno cantava “Amara terra mia… io vado via”.