Caro direttore, carissimo Arturo, posso confessarti che questa storia dei bindiani impresentabili la trovo noiosa e stucchevole? E posso aggiungere che l’intero arco della (s)partitocrazia dovrebbe ringraziarla e farle un monumento, alla molto reverenda signora Rosy Bindi? Ha certificato, nero su bianco, che su circa quattromila candidati gli “impresentabili” sono 17; se ne ricava che gli altri 3.983 sono presentabilissimi. Fantastico! E chi lo sapeva, chi se lo immaginava, di vivere in un Paese così lindo e pulito? E invece no, tutti a farle il crucifige, accusandola di aver commesso una nefandezza... Ora, per amor di verità, di nefandezza si tratta, ma tu, io e pochissimi altri siamo abilitati a dirlo; a osservare che la Commissione Antimafia proprio non c’azzecca nulla con i presunti reati che i 17 avrebbero commesso; che si tratta comunque di un abominio, perché o non possono essere candidati per legge, e allora non c’è bisogno della gogna bindiana; oppure per legge possono essere messi in lista, e votarli o meno è affar nostro, sappiamo sbagliare da soli, senza l’aiuto bindesco. Ma il problema non è la signora presidente, piuttosto chi le ha attribuito il potere di fare quello che ha fatto; e sono stati loro, proprio quelli che ora strillano più forte.
Ora, a farmi/ci tornare con i piedi per terra ci pensa, al solito, Marco Pannella; che si sgola a dirci che questo è uno “Stato canaglia”; e lo è perché viola pervicacemente e sistematicamente la sua legge; e nega il nostro diritto al diritto; e tra tutte le negazioni, quel diritto che consiste nel poter sapere e conseguentemente giudicare. Io sono dispostissimo a credere, se me lo si dimostra, che Pannella e chi come lui la pensa, dice delle corbellerie e delle scempiaggini che non stanno né in cielo né in terra. Però vorrei che avesse il diritto di poterle far conoscere, queste corbellerie e queste scempiaggini. E invece no; qualsiasi cosa dica e faccia viene clandestinizzato. Anche la sua malattia; mi fa pensare il fatto che anche lui abbia tumori, anche lui li renda pubblici; anche lui non si dimetta dal suo impegno e, anzi, lo intensifichi. Eppure non un cane che gli dica: bravo, è così che si reagisce; che lo incoraggi, che lo indichi come esempio. Come nella orwelliana fattoria, non tutti i tumori sono uguali, o, se si vuole, qualcuno è più uguale agli altri.
Vado indietro nella memoria, al 1975 (ahimé, c’ero, e ricordo): un appello, che si apre con la firma del leader socialista Pietro Nenni, Giuseppe Saragat; e poi una quantità di altre personalità: Elena Croce, Arrigo Benedetti, Guido Calogero, Loris Fortuna, Alessandro Galante Garrone, Ignazio Silone, Umberto Eco, Piero Dorazio, Jean-Paul Sartre, Giorgio Albertazzi, Rita Levi Montalcini, Carlo Cassola, Simone De Beauvoir, Norberto Bobbio, Altiero Spinelli, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia, Adriano Buzzati Traverso, Bruno De Finetti, Francesco Rosi, Umberto Terracini, Federico Caffè, Sante Monachesi, Lelio Luttazzi, Goffredo Parise...
È un appello il cui contenuto dovrebbe far riflettere anche per oggi: perché si individua una questione cruciale per ogni vera democrazia. Anzi: la questione: “... Fondamento di ogni democrazia politica è il libero concorso di tutte le forze politiche alla formazione della volontà popolare. L’accesso ai mezzi di comunicazione di massa è essenziale perché questa libertà di partecipazione alla lotta politica non sia soltanto formale e negata nei fatti, e perché sia assicurato il diritto di tutti i cittadini a conoscere per deliberare. È assurdo e scandaloso che una persona debba, per assicurare diritti fondamentali ed elementari, affrontare una prova così grave, come rischiare la propria esistenza...”.
La persona che per assicurare quei diritti fondamentali rischiava la propria esistenza si chiamava Marco Pannella. Allora come ora: “... Pannella si batte non per diritti particolari, ma per diritti di tutti che sono stati ignorati e violati”. Non è cambiato molto, da allora; forse noi, e non credo in meglio. Fatto sta che ancora oggi mi trovo a chiedere: perché mi viene negato il mio diritto di cittadino di poter conoscere le corbellerie e le scempiaggini di Pannella? A questo punto, fatemi il favore: negatemi anche le altre corbellerie e scempiaggini; ma se proprio devo sentire una Matteo Renzi, un Matteo Salvini, un Beppe Grillo, fatemi la cortesia, datemi anche una modica quantità quotidiana di Pannella. Buona giornata e buona fortuna. Credo che ne abbiamo tutti bisogno.
Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 22:28
