Caro Babbo Natale   adesso pensaci tu!

Quello che più inquieta e sorprende è che per l’Italia e gli italiani, gli scandali oramai sembrino come l’acqua per le isole, normale averla intorno e addosso. Si vive quotidianamente con la certezza di aspettare il prossimo, quello più sensazionale per nome degli indagati e cifre in ballo. E’ come se avessimo raggiunto la consapevolezza di un elemento tanto consueto da essere routine e non un’eccezionale vergogna. Appalti, nomine, incarichi, tutto viziato e sporcato da una logica perversa e troppo spesso ineluttabile di indegno e indecente affarismo. Dentro questa devianza c’è per intero la vera ragione del declino, della crisi e della povertà nella quale siamo sprofondati drammaticamente.

Del resto basterebbe rileggere scandali, anche solo degli ultimi venti anni, per farsene una triste cultura dell’ovvio, del consueto, del conseguente. E’ come se da sempre fossero esistiti due Stati, uno finanziato dalle tasse e dai sacrifici della gente, a disposizione della politica e dei suoi sodali, l’altro immerso nelle ossessioni e nelle disperazioni quotidiane dei cittadini, abbandonato a se stesso. Due pianeti paralleli, uno dei quali vive dissanguando e mortificando il secondo, senza che questi se ne meravigli più di tanto. Che qualche reazione ci sia stata è vero, piazza, assenteismo, periferie si agitano e protestano, eppure sembra ancora troppo poco rispetto a quel che ci vorrebbe. Certo, non parliamo di rivoluzione Russa, Francese o Americana che sia, ma che dipenda dagli italiani dire basta una volta per tutte non v’è dubbio.

Serve una reazione morale e culturale gigantesca, a Roma per esempio servirebbe una pacifica e immensa manifestazione che davvero facesse straripare piazza San Giovanni, per dire fateci votare, vogliamo essere noi con il voto democratico a giudicare politica e politici. Insomma, serve che si alzi forte e chiara la voce della gente una volta per tutte, serve di dire basta alle tasse da aguzzini, basta alle ruberie, agli imbrogli, alle decisioni prese sulla testa delle persone, basta perché non è più ne possibile ne accettabile. Non si può affidare ogni soluzione solo alla magistratura, serve che il popolo metta definitivamente in mora una classe politica e una classe dirigente in larga parte mediocre, ipocrita, disonesta e scellerata. Sbagliato l’astensionismo, sbagliatissimi tafferugli e intemperanze, inaccettabili le violenze, per dire basta servirebbe esattamente il contrario, una ciclopica disapprovazione civile, morale e sociale, universalmente partecipata.

In America fu coniato, contro l’avidità e gli sperperi inglesi, il motto “no taxation without representation”, fu l’inizio dell’emancipazione e del cammino USA verso l’indipendenza e la democrazia nello Stato di diritto. Dire che un motto simile valga più che mai per noi, sarebbe addirittura superfluo, la gente è stanca, indignata, preoccupata e davvero serve di riportarla alla speranza, alla fiducia, alla possibilità di un futuro migliore. Siamo insomma, in un bruttissimo cul-de-sac e in quest’anno che si avvia a finire, tutto è diminuito tranne che gli scandali, Expo, Mose, Roma, troppo, troppo davvero, per non capire, non riflettere e soprattutto non provvedere. Dunque, se gli italiani tutti insieme potessero scrivere una letterina a Babbo Natale, questa sarebbe così: Caro Babbo Natale, regalaci il futuro, una classe politica capace e onesta......per un’Italia finalmente diversa. Peccato però che Babbo Natale non esista………

Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 20:18