Napolitano risponda   prima di svignarsela

Napolitano deve rispondere, e non solo politicamente, di quello che ha fatto. Se no, siamo tutti bravi a fare il Presidente della Repubblica italiana, o anche il Presidente del Consiglio italiano, si veda Renzi. Se non si risponde di ciò che si fa e si ricevono stipendi e palazzi dove soggiornare, per sé e famiglia (amici, parenti, conoscenti eccetera), chiunque può farlo ed esserlo. Si fa danno, e non se ne risponde. Si è responsabili, ma si va via, tra gli allori, pensioni e onorificenze. A casa, dopo aver fatto danni, ci si deve andare con vergogna e disonore. Il che non vuol dire che si andrà a casa con il solo giudizio o la sola valutazione “politica” negativa, ma con la responsabilità che dà luogo al risarcimento dei danni causati, rispondendone cioè anche economicamente.

Se il traghetto in Giappone affonda con centinaia di giovani studenti in vacanza drammaticamente assassinati al suo interno, e questo avviene per incapacità e incompetenza di colui o coloro che erano chiamati al funzionamento e al regolare svolgimento dell’attività e del servizio, lì, viene imputata la responsabilità – penale nel caso specifico - e ne viene chiesta la condanna a morte (da noi ci si fermerebbe all’ergastolo). Al contrario in Italia, si guardi al fetentissimo capitano Schettino, il quale lungi dall’essere indotto a provare vergogna e disonore e a rispondere gravemente di ciò che ha fatto, viene invitato e partecipa a festicciole, viene invitato a fare “lezione” all’università (da qui la grave responsabilità anche di chi lo invita e ospita), alla faccia e in spregio delle persone morte e sepolte in mare a causa sua. Il nostro è il Paese della non responsabilità. Nessuno risponde di niente.

E invece la responsabilità è il probabile bandolo della matassa intricata italiana. Si deve rispondere di ciò che si fa, eccome. Solo con l’effettività e l’attuazione di un principio di responsabilità si uscirà da questo disastro sociale, politico ed economico, di cui è stato, anche, responsabile gravemente il presidente della Repubblica uscente Napolitano. Premesso infatti che, sempre per far male al nostro Paese, non dice chiaramente neanche che se ne va, o quando, e come, Napolitano è il responsabile numero uno della catastrofe economica, politica e sociale in Italia e dell’Italia. Per questo, prima di svignarsela “beccandosi” unicamente il giudizio “politico” – che vuol dire in sostanza che non risponderà di niente, è un: “chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato”, e Napolitano conta sul prosieguo “scordammoce o passato, simmo e’ Napoli paesà. Povera Napoli), deve essere chiamato a rispondere di ciò che ha brigato e fatto, rovinando il Paese, il nostro. Napolitano ha infatti gestito il potere in Italia arrogandosi il potere di farlo da solo o quasi. Incurante del voto espresso in regolari elezioni dal popolo italiano, cioè noi, l’ha afferrato e gestito da solo.

Ritenendo la cosa pubblica – forse perché lo Stato lo ha sempre ingiustificatamente premiato, senza badare al fatto che manteneva nel vero senso della parola un dittatore comunista e statalista come pochi -, il proprio personale gabinetto (nel senso di latrina), ha deciso per tutti, o meglio ha arrogato a sé, servendosi di tutto - cioè della magistratura così come del partito della sinistra (mancava solo l’esercito, o forse ha usato pure quello, di nascosto) -, il potere di decidere per tutti, sovvertendo i regolari e legittimi processi democratici, e la democrazia stessa che ci siamo dati. Non solo. In combutta con quell’altra accentratrice pericolosa della Merkel, non capendo niente di economia e di politica economica, non essendo entrambi mai stati sul mercato vero (in quello, vige la stra responsabilità di quello che si fa), ma solo in quello della “politica” malintesa del posto statale retribuito senza dare in cambio nessuna capacità, intelligenza o merito, ha rovinato pure l’Europa.

Cos’è infatti questa Europa se non la latrina, anzi la deformazione a dismisura dell’apparato burocratico centrale degli Stati comunisti? Quanto conta il voto dei cittadini europei in questa Europa, se non niente? Se non cambia molto velocemente rotta, cosa che è incapace di fare perché è stata “selezionata” e scelta proprio per andare avanti come un carrozzone verso il precipizio, e schiantarsi ben bene), i separatisti, gli euroscettici se la divoreranno viva. Si guardi adesso al caso della Catalogna, prima a quello mancato della Scozia. Questa Europa verrà divorata e mangiata viva, con buona pace dei suoi Padri fondatori che avevano avuto in mente e abbozzato un disegno e progetto europeo grandioso e geniale, totalmente differente da questo esistente.

Napolitano deve rispondere anche del fatto, tra gli altri, di avere addirittura vigilato perchè la magistratura politica di sinistra andasse ferocemente all’assalto dei legittimamente eletti; e del fatto di avere orientato le stesse inchieste e processi, rimanendo silente là dove, percorsi, avrebbero nuociuto ai suoi governi – fallimentari – di sinistra, a noi tutti imposti quali quello di Monti (che deve rispondere dei danni causati), di Letta (che deve rispondere dei suoi, considerato anche il poco tempo trascorso), e di Renzi (un altro che fa danni a iosa, si pensi all’innalzamento delle tasse rifilato agli italiani dicendo loro balle; Renzi è imputabile di danno provocato agli italiani con destrezza, come gli scippatori ingannevoli). Responsabilità, responsabilità, responsabilità. E’ l’unica possibilità che ha l’Italia per riemergere. Stabilire e fare valere le responsabilità, responsabilità, responsabilità, a cominciare da Napolitano che se la sta svignando.

Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 20:08