Volti nuovi in Rai   nel progetto Gubitosi

Cosa si nasconde dietro gli spostamenti/rimozioni decisi finora e non ultimati del direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi? Tutte le redazioni di Saxa Rubra sono in subbuglio più di quanto avvenne sotto la gestione di Luigi Celli. Lunedì c’è stata l’assemblea dello sport sulla sostituzione (non motivata) del direttore Mauro Mazza, arrivato da Raiuno in forza di una sentenza del giudice del lavoro, con il più sportivo Carlo Paris (carriera iniziata al Tg3 con Aldo Biscardi) Perché tagliare Mazza per andare incontro all’ennesima causa di lavoro? Non essendoci motivazioni tecniche o calo di ascolto le cause della rimozione vanno ricercate nei contrasti di valutazione sul futuro della testata Raisport più che sulle sostituzioni di conduttori e collaboratori ad inizio della nuova stagione.

Il direttore generale non vuole intralci nella realizzazione del suo piano che intende rivoluzionare “il mondo news” dell’azienda di viale Mazzini. Con l’annunciata prossima parziale privatizzazione di Raiway (per recuperare in Borsa 300-400 milioni utili a coprire i deficit oppure a saldare i 150 milioni voluti da Renzi dall’azienda pubblica s’9ntravedono scenari nuovi per la Rai che si avvicina all’appuntamento del 2016 per il rinnovo della Convenzione dello Stato sul servizio pubblico radiotelevisivo. Il piano che ha sul tavolo l’ex manager Wind è quello di una struttura che rimescola le carte dell’organizzazione seguita alla riforma del 1975 e alla tripartizione politica delle tre Reti (Dc, Pci, Psi) del 1979 con la nascita della Terza Rete affidata da Biagio Agnes ai comunisti Angelo Guglielmi e Sandro Curzi. Il percorso è stato disegnato nel centinaio di pagine del dossier presentato al Consiglio di amministrazione il 23 luglio.

Lo scenario delineato è l’approdo nel 2018 di sole due testate: Rai informazione e Raisport. Per Gubitosi le attuali 22 edizioni di telegiornali (4 edizioni lunghe e 8 corte del Tg1, 3 lunghe e 2 corte del Tg2, 2 lunghe e 3 corte del Tg3 a cui si aggiungono le 3 edizioni al giorno dei 23 telegiornali regionali) sono troppe. Come eccessive sono le edizioni dei tre giornali radio. Il costo dei notiziari pesa sui conti aziendali per mezzo miliardo. Operando alcuni accorpamenti (una sola testata per tutte le news) secondo il piano verrebbero risparmiati circa 100 milioni. Il paragone è fatto con la Bbc che presenta 4 edizioni lunghe (due BBC 1 e due BBC 2), ma ha anche 5 canali radiofonici diffusi in tutto il mondo grazie alla diffusione dell’inglese e una struttura mondiale BBC World che ha anche la pubblicità oltre il canone come la prima.

Il secondo esempio è la Spagna che ha con TVE La1 3 edizioni brevi ed altre 3 LA2. Per la Rai l’attuale modello con sette testate (Raiuno con il Tg1 e Rai Parlamento, Raidue con Tg2 e Rai Parlamento, Raitre con Tg3, Tgr, Rainews24, Allnews con Rainews24 e il canale sportivo con Raisport 1 e 2 è causa di sovrapposizioni, doppioni, moltiplicazioni di direttori, vicedirettori, capiredattori, inviati. Non meno verticistico l’apparato dirigenziale con quasi tutti “generali”. Ognuno fa per sé, creando rubriche dove vengono sistemati gli “amici” segnalati dai poteri che contano, creando un esercito di precari che prima o dopo fanno causa alla Rai e vincono. E’ il caso di Ballarò con l’arrivo di Massimo Giannini da Repubblica al posto di Floris, di Report di Milena Gabanelli, di Presa diretta di Riccardo Jacona che ha ereditato i metodi di Santoro, di Che tempo che fa di Fabio Fazio. Intanto però Gubitosi riduce di una puntata Porta a Porta e licenzia Luciano Onder con la sua trentennale "Medicina 33".

Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 20:03