La sinistra perde anche tra le toghe

Se non è una notizia storica, poco ci manca. Sicuramente è destinata a cambiare il volto di una casta molto discussa nel paese: i togati. Che mettono la freccia a destra. Il quadro quasi definitivo che sta emergendo dalle elezioni per il rinnovo del parlamentino dell'Associazione Nazionale Magistrati - che entro breve dovrà indicare il nuovo presidente, il segretario e la Giunta - è clamoroso e fa da preambolo a un terremoto degno dei migliori ribaltoni politici. Due seggi in più vanno a Magistratura Indipendente; un seggio alla nuova lista, fuori da qualsiasi corrente, Proposta B. A farne le spese sono Unità per la Costituzione, due seggi in meno, e Area, il cartello elettorale vicinissimo alla sinistra, che perde un consigliere. Il responso uscito dalle urne ha dunque confermato le previsioni, con la penalizzazione di Unicost, la corrente di centrosinistra che per quattro anni con la giunta guidata da Luca Palamara ha guidato l'Anm, opponendosi a tutte le riforme del governo Berlusconi. Ha premiato l'unico vero gruppo all'opposizione, Magistratura indipendente, guidato dal giudice Cosimo Ferri, che è stato il primo degli eletti.  Una tornata elettorale che cambia i rapporti di forza all'interno del parlamentino delle toghe e quindi aumenta la difficoltà di nominare un presidente, una giunta e un segretario. Il gruppo di Palamara resta maggioranza in termini di voti, ma nel nuovo consiglio avrà dodici seggi, gli stessi di Area. Solo uno in più rispetto alla corrente di Ferri che ha condotto la sua campagna accusando la giunta uscente di non aver saputo tutelare né stipendi né condizioni di lavoro dignitose per i magistrati e, soprattutto, di aver mostrato troppo ostracismo verso le riforme. E il gruppo di maggioranza, sostengono off the record alcuni suoi esponenti, ha pagato a caro prezzo la battaglia per il rinnovamento interno e l'impegno sulla questione morale.

Sono stati altresì pesanti i risultati in tre distretti solitamente importanti per la magistratura: Roma, Milano e Napoli. Nella capitale, in cui il numero di votanti è il più alto in assoluto (800), Unicost ha perso 25 voti. Quelli guadagnati, rispetto alle ultime elezioni del 2007, da Magistratura indipendente. A Milano, dove si celebrano i processi a carico del Cavaliere, la corrente di centrodestra ha addirittura quadruplicato i suoi voti, passando da 58 a 197, mentre Palamara si è fermato ad appena 151 preferenze; nel capoluogo partenopeo, infine, Unicost è rimasta stabile, mentre il gruppo di Ferri è passato da 171 a 215 voti.

Aggiornato il 04 aprile 2017 alle ore 16:10