La normalizzazione della sorveglianza preventiva in Italia e in Europa
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Il dibattito sulla protezione dei minori online ha assunto una vasta portata: negli ultimi mesi, diversi provvedimenti nazionali ed europei hanno introdotto meccanismi di verifica dell’età per l’accesso ai siti pornografici e ai social network o sistemi di scansione generalizzata delle comunicazioni non criptate. Ciò pone seri rischi per la riservatezza dei dati personali: questo Focus mostra tutti i limiti dell’attuale approccio.

In un Paese come l’Italia, caratterizzato peraltro da un bassissimo tasso di natalità e da una esigua minoranza di minori rispetto alla popolazione complessiva, la domanda di proporzionalità si fa particolarmente stringente. I dispositivi digitali sono, nella stragrande maggioranza dei casi, forniti e controllabili dai genitori o da chi ne fa le veci. Se questi ultimi non esercitano (o non sono messi nelle condizioni di esercitare) una effettiva responsabilità genitoriale, la risposta istituzionale non può e non deve consistere nel sottoporre l’intera popolazione adulta a un sistema di verifica preventiva generalizzata. Si tratta di uno spostamento di paradigma che rischia di trasformare la tutela di una minoranza in un’infrastruttura di controllo massivo e sproporzionato, applicabile a tutti.

Il Focus analizza nel dettaglio l’architettura normativa e tecnica del sistema di age verification italiano per i siti pornografici, la deroga ePrivacy e il Chat Control europei, e le ragioni della bocciatura da parte del Consiglio Costituzionale francese delle norme transalpine. L’architettura basata su Spid, Cie e IT Wallet – spiega Ferrauto – comporta la generazione di log e metadati di autenticazione a monte che il doppio anonimato a valle non può cancellare. Di conseguenza, queste misure pongono rischi di profilazione, function creep e, più in generale, di indurre le persone a non mettere in atto comportamenti di per sé leciti (come scrivere un messaggio scherzoso a un amico o visitare un sito per adulti) per timore di essere schedati e doverne, un giorno, rispondere o anche solo di doversene giustificare.

Leggi qui la ricerca completa di Claudia Giulia Ferrauto

(*) Tratto da Ibl

Aggiornato il 09 settembre 2026 alle ore 14:29