Conflitti di potenza verso la nuova specie

Se consideriamo quanto sta accadendo nella società mondiale, il fenomeno cruciale non è, come sembrerebbe, il tentativo israeliano-americano di controllare e dominare l’economia e la potenza altrui. Questo scopo esiste, drammatico, ma non connoterà l’epoca, la quale verrà segnata da un evento sommamente alterativo che deciderà la sorte dell’uomo per sempre, la nuova identità dell’umanità, per sempre, la nascita dell’uomo artificiale. Non l’intelligenza artificiale, ma l’Uomo Artificiale. Se lo scopo dei conflitti di potenza sta nell’inventare l’arma che impedisce la difesa, l’arma che vince le armi senza possibilità di replica, in territorio umano lo scopo che susciteremo è l’uomo artificiale. Un raggiungimento millenaristico. Questo scopo è collegato o potrebbe essere collegato alla guerra, come risultanza della fine di una vasta porzione di umanità. Sostituita dall’uomo artificiale. Precisamente: che perisca una grande porzione di umanità, ormai non preoccupa, tutt’altro, è umanità vana, inutile.

Valutiamo la situazione nella oggettività fenomenica, avverrà tra pochi anni: un largo numero di uomini, superflui nei sistemi produttivi, verranno sostituiti dall’uomo artificiale e dai robot umanoidi (non sono il medesimo). Qualcuno pone analisi a questa situazione? Non pare. Ma è la questione decisiva del nostro futuro secolare.

Le alternative sono queste: o diamo a tutti qualcosa della strabiliante produzione, anche se non lavorano, o periranno, in quanto se non vi è lavoro non vi è salario. Ma dare a tutti qualcosa non corrispettivo al lavoro è quanto di massimamente contrario all’etica protestante, capitalistica, calvinista, smithiana, la quale fonda se stessa sul movente del profitto personale, o come devozione che Dio approva o come ricchezza personale che suscita impresa, occupazione, salario, consumo. Insomma, in entrambe i casi, il profitto, non la munificenza gratuita, suscita impresa e benessere sociale, in nome di Dio o in nome dell’Io. Non è più così. L’imprenditore non crea occupazione, si volge ai Robot ed all’uomo artificiale. Sorge un problema, il problema: una guerra di stermino potrebbe generare il dominio di pochissimi e l’eliminazione di moltissimi? Risolverebbe il dare agli inoccupati sopravvissuti, assai minori di quando eravamo miliardi? Un’ipotesi. Da considerare. Perché la contrapposizione della popolazione con la disoccupazione sarà terremotante, e soprattutto perché abbiamo i sostituti dell’uomo umano: il Robot Umanoide e l’Uomo Artificiale. Sembrano pronti a sostituire l’uomo naturale, vero?

Abbiamo raggiunto l’irraggiungibile, oltrepassiamo l’Intelligenza Artificiale, abbiamo riprodotto i circuiti neuronali, il cervello è cosa fatta, ossia la “coscienza”, in una entità innaturale, appunto: l’Uomo Artificiale. Che faremo cani artificiali, iene artificiali, erba artificiale: non significa innaturale, significa natura prodotta per vie innaturali ma alla precisione con qualificazione naturale. Uomo Artificiale. Natura Artificiale. Ma con tutte le caratterizzazioni naturali.

A tal punto ho tratto la conclusione e mi sgradisce non poterla osservare di persona. Noi stiamo suscitando la specie che ci sostituirà. Tra qualche centinaio di anni esisteranno entità naturali innaturali che riprodurranno se stessi da se stessi. Fantasticherie? Ma se stiamo facendo di tutto per sostituirci!

Aggiornato il 02 aprile 2026 alle ore 10:57