Anche se necessariamente siamo obbligati a occuparci del presente vi sono aspettazioni non immediate, prossime e certe, le quali sconquasseranno telluricamente le vicende umane, personali e sociali. Sarebbe opportunissimo, necessarissimo pensarvi organicamente. Ne ho scritto, se ne scrive, non sufficientemente, non in visione complessiva della complessità. La rivoluzione informatica robotica con intelligenza artificiale e fusione nucleare avrà effetti totali negli individui e nella società, ripeto, e coinvolgerà tutto, travolgendolo. Rischiamo di ricevere impreparati effetti orribili in quanto non organizzati a condurla.
Cesserà la relazione determinante nei sistemi produttivi, la connessione del lavoro umano con la remunerazione. La produzione non deriva dal lavoro. Da sempliciotti discutere se il lavoro si annienterà completamente, la faccenda è diversa: nessuna relazione misurabile tra lavoro e merce, lavoro e produzione. Se basta premere un bottone o addirittura è programmata la scansione automatizzata ed in appena qualche minuto viene un’automobile, l’apporto del lavoro è incalcolabile come valore, costo del prodotto e di un calcolo di remunerazione.
Mancando la remunerazione crollano i consumi, inutile discutere se totalmente o parzialmente, in ogni caso una sproporzione assurda: maggiore produzione e minori consumi. Ormai risaputissimo. È diventato un luogo comune. Il robot teoricamente potrebbe associarsi all’uomo, aiutarlo, ma non sarà così, lo sostituirà perché è un robot intelligente, nel quale possiamo introdurre tutte le caratteristiche pratiche dell’uomo, tranne la vita, pare.
I cinesi hanno creato in una piccola città la stazione ferroviaria totalmente robotizzata, perfino cani robot che fiutano la droga: la robotizzazione non sarà soltanto degli umanoidi, ogni possibile diverrà automatico intelligentemente! Ad un tale grado modificativo, il ruolo dello Stato è essenziale. Il privato agisce in nome del profitto, non soltanto, ma il profitto è coessenziale all’iniziativa personale. Ed ha rappresentato uno stimolo decisivo nella affermazione del capitalismo. Ma legato alla occupazione, il lavoratore era consumatore, lavorava, guadagnava, acquistava. Il capitalista guadagnava doppiamente, remunerando meno il salariato del lavoro, vendendo al salariato la merce. D’altro canto, il lavoratore con il salario viveva, manteneva la famiglia, generava. Questo rapporto cesserà, si attenuerà. Il ruolo dello Stato nel futuro sarà decisivo. Si può creare, suscitare questa combinazione, l’economia resta privata, basata sulla capacità imprenditoriale, con ampi vantaggi anche personali, ma la distribuzione è venduta a chi riceve salario o stipendio, concessa a chi non ha lavoro nel settore produttivo ma è obbligato ad averlo se occorre: aiutare anziani, bambini, dico per dire, fare compagnia. Assolutamente impedire di dare senza qualche impegno da parte di chi riceve. Anche prestazioni da poco. Sembreranno pinzillacchere, robettine, credo che ancora non sia visibile mentalmente che avverrà in una società di vasta inoccupazione, tempo vuoto, non salari/stipendio. Il rischio consiste nel cercare sempre l’incentivo del profitto. Resterà. Ma una immensa produzione dovrà essere data senza corrispettivo paritario di lavoro. E non intendo esasperare in visioni terremotate. Può tuttavia insorgere la decisione di guerre decimative per evitare di dare a chi non lavora. Pochi straricchissimi che producono per se stessi e per la minima umanità superstite di guerre paniche. Non è un sospetto allucinogeno. La contraddizione della inoccupazione di masse con l’innumerabile produzione causerà decisioni che non prevediamo.
Un ulteriore problema, il tempo libero: che avverrà quando gli uomini non lavoreranno o lavoreranno molto di meno? Il tempo libero non è necessariamente il tempo dell’arte, della cultura, dei viaggi, dell’apprendimento. Non è di certo il tempo della fine della divisione del lavoro, sicché tutti potranno scorrere dal lavoro manuale al lavoro mentale e pervenire alla genialità. È la tesi di Marx ed Engels e dei comunisti del passato. Mi sembra irrealistica. Gli uomini sono “fatti” dalla Natura con precise vocazioni e qualità. Il tempo libero per molti potrebbe essere il tempo della noia, il tempo della violenza, il tempo del non sapere che fare. Anche e soprattutto perché i robot intelligenti e l’applicazione di capsule (chip) porranno in corpo presso che tutto, pure il condizionamento dall’esterno, dominante. Ma potremmo vivere meraviglie, persino allungare il tempo della vita.
L’atroce pericolo sta nel fantastico vantaggio, secondo l’uso, che alla nostra mente verrà se “connessa”. Apprenderemo, comporremo, scriveremo, voleremo, visiteremo pianeti, voleremo in spazi immani, scenderemo negli abissi, purché tutto ciò non appartenga all’Altro immesso in noi, il Superuomo Artificiale. Arricchirci di tecnica, accresce il nostro Io con la tecnica, maestosa conquista, ma non essere abitati dalla tecnica che non rendo mia, il contrario: io non sono poeta ma il mio dentro tecnico scrive poesie, io non conosco lingue straniere ma il mio dentro tecnico mi dona le lingue, io sono ignorante ma il mio dentro tecnico sa tutto. Sarebbe a dire: Intelligenza Artificiale componimi una Sinfonia. Neanche otto secondi, in quattro tempi a mia disposizione la Sinfonia. Ed Io, firmo. E la rendo mia.No! Uomo del futuro, accresciti, non farti sostituire. Non scegliere la comodità che ti recide il te stesso. Non diventare un Superuomo Meccanico annientandoti come uomo.
Che meraviglia: viaggiare negli spazi illimitati, circondare l’immenso Giove, io, tu, con gli occhi nostri, con le nostre sensazioni. Uomo, resta un io, cosciente, senziente, vitale, mortale. Diventa, accresciti. Diventare non è perdere se stesso!
Preparati al futuro restando uomo. Anzi: il futuro è già presente. Non farti sostituire. Non sostituirti. Non robotizzarti! Ecco la guerra che dovremmo, dobbiamo combattere!
Torniamo al presente. Alcuni paesi europei, Italia inclusa, si stanno accorgendo che acquistare energie a costi pesanti ci invalida. Che faremo?
Aggiornato il 27 febbraio 2026 alle ore 14:10
