Amazon ha chiesto ufficialmente alla Federal communications commission una proroga di due anni per rispettare una delle principali scadenze del suo ambizioso progetto di connettività satellitare, Project Kuiper (spesso indicato come costellazione Amazon Leo, in orbita terrestre bassa). L’azienda di Jeff Bezos punta a offrire accesso a Internet dallo spazio, in diretta concorrenza con servizi come Starlink di SpaceX. Secondo quanto riportato nella documentazione presentata alla Fcc, le regole attuali impongono ad Amazon di portare in orbita circa 1.600 satelliti entro il 30 luglio 2026, ovvero la metà della costellazione totale autorizzata, che prevede oltre 3.200 satelliti. Amazon, tuttavia, chiede ora di posticipare questa scadenza a luglio 2028, sostenendo che le tempistiche originali non sono più realistiche alla luce delle complessità tecniche e industriali del progetto.
Nel documento, l’azienda sottolinea di aver comunque compiuto “progressi sostanziali”. Amazon ha già lanciato con successo i primi satelliti di test e ha avviato la produzione in serie dei modelli operativi. Inoltre, ha siglato accordi con diversi operatori di lancio, tra cui Ula, Arianespace e Blue origin, per garantirsi decine di missioni nei prossimi anni. Nonostante ciò, la messa in orbita di migliaia di satelliti in tempi così stretti rimane una sfida enorme, soprattutto in un settore caratterizzato da colli di bottiglia nella catena di fornitura e da una forte competizione per l’accesso ai lanciatori. Amazon motiva la richiesta di proroga affermando che concedere più tempo non danneggerebbe la concorrenza né l’interesse pubblico. Al contrario, secondo l’azienda, una maggiore flessibilità permetterebbe di realizzare una costellazione più affidabile e sicura, riducendo i rischi legati a lanci affrettati o a satelliti non pienamente ottimizzati. La decisione ora spetta alla Fcc, che dovrà valutare se accogliere la richiesta o mantenere la scadenza originale. Il verdetto sarà cruciale non solo per il futuro di Project Kuiper, ma anche per l’equilibrio competitivo nel mercato globale dell’Internet satellitare, sempre più strategico per la connettività delle aree remote e meno servite.
Aggiornato il 11 febbraio 2026 alle ore 12:28
