
Non è più un segreto, Amazon ha messo gli occhi su TikTok. Il colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos ha presentato un’offerta per acquisire la popolare piattaforma cinese in vista della scadenza del 5 aprile, termine fissato da Donald Trump per scongiurarne il divieto negli Stati Uniti. L’amministrazione americana è al lavoro su un piano concreto, mentre il presidente, tornato protagonista nella campagna elettorale, si è impegnato a “salvare” TikTok, strizzando l’occhio ai milioni di utenti che la utilizzano per svago e (soprattutto) business. Dopo l’insediamento, Trump aveva già concesso una proroga di 75 giorni alla legge approvata dal Congresso che vieterebbe l’app per ragioni di sicurezza nazionale. Ora, però, il tempo stringe: il countdown segna sabato prossimo come data limite, e una decisione è inevitabile. Tra le ipotesi sul tavolo, si discute della possibilità di creare una nuova entità statunitense, sostenuta da investitori locali, mentre l’algoritmo resterebbe sotto il controllo della cinese ByteDance, che lo concederebbe in licenza. Ma questa soluzione rischia di scontrarsi con la resistenza del Congresso, dove i falchi repubblicani spingono per una linea dura contro Pechino.
Amazon, che in passato ha tentato senza successo di lanciare una piattaforma simile chiamata Inspire, non è l’unico gigante delle Big Tech interessato all’affare. Secondo indiscrezioni, l’amministrazione Trump starebbe valutando una cordata di investitori americani per rilevare TikTok, un gruppo che potrebbe includere Oracle e Blackstone. Anche il miliardario Frank McCourt e Jesse Tinsley, fondatore di employer.com, hanno manifestato interesse. Nel 2020, quando Trump era nel suo primo mandato alla Casa Bianca, Walmart e Microsoft si erano fatte avanti, con l’ex presidente che vedeva TikTok come una minaccia diretta. Pechino, intanto, osserva con attenzione le mosse di Washington senza sbilanciarsi. Qualsiasi accordo dovrà infatti ottenere l’approvazione delle autorità cinesi, e secondo gli analisti, la questione potrebbe intrecciarsi con la delicata partita dei dazi tra Usa e Cina.
Aggiornato il 03 aprile 2025 alle ore 15:36