Ftx deve più di 3 miliardi ai creditori

All’inizio di novembre, il mercato delle criptovalute ha vissuto in diretta il suo primo grande naufragio. A fare il “botto” è stata Ftx, la piattaforma di scambio che, nei primi del mese, è fallita per crisi di liquidità portandosi dietro le circa 30 società affiliate. L’ex colosso della moneta virtuale deve ai suoi 50 maggiori creditori almeno 3,1 miliardi di dollari. L’11 novembre è stata ufficialmente presentata l’istanza di fallimento davanti al tribunale del Delaware.

Un milione di persone, tra clienti e investitori, dovranno affrontare perdite nell’unità dei miliardi di dollari. L’importo unico più alto da restituire è di 226 milioni di dollari, ma almeno 10 grandi creditori dovrebbero ricevere circa 100 milioni a testa. Tra le società che hanno investito nellexchange risultano BlackRock, Sequoia Capital, Tiger Global e il fondo pensionistico Ontario Teachers’ Pension Plan. Il liquidatore dell’azienda, John Ray, sostiene di non aver mai visto un crollo così verticale. Ha parlato di situazione “senza precedenti”.

“Mai nella mia carriera ho visto un fallimento così totale dei controlli aziendali e una così totale assenza di informazioni finanziarie affidabili come si è verificato qui”, si legge in una sua dichiarazione depositata in tribunale. Ray ha notato che il Ceo e founder Sam Bankman-Fried e molti dei suoi dipendenti hanno fatto uso di software che autodistruggono la maggior parte delle comunicazioni interne, e magari anche informazioni sensibili.

Secondo il liquidatore, una “porzione sostanziale” delle risorse detenute da Ftx potrebbe essere scomparsa nel nulla o “essere stata rubata”. Bankman-Fried, tra interviste e tweet, prova a rassicurare il grande pubblico e i media in difesa della sua azienda, sostenendo che la società è ancora solvibile. La copertina di Forbes che ritrae Sbf (acronimo con cui è conosciuto il Ceo di Ftx) è ormai un ricordo lontano, e il suo volto comincia a comparire nei fascicoli di diverse forze di polizia. Infatti, crede che Bankman-Fried abbia impegnato miliardi di dollari dei suoi clienti – si tratta di trasferimenti per più di 10 miliardi di dollari – per finanziare la sua società Alameda Research, che si ritiene sia stata la scintilla che ha dato il via all’implosione.