Turismo spaziale: Jeff Bezos va in orbita

“Abbiamo esaminato tutti i sistemi del veicolo, inclusi hardware, software, procedure e preparazione dell’equipaggio. Attualmente non stiamo lavorando ad alcun open issue e New Shepard è pronto a volare”.

Queste le parole di Steve Lanius, direttore di volo Blue Origin: manca poco (oggi alle 15, ora italiana) per il primo lancio con equipaggio del razzo New Shepard di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e patron dell’azienda spaziale Blue Origin. A bordo ci saranno quattro persone, tra queste Wally Funk (82 anni) e Oliver Daemen, 18 anni, rispettivamente la più anziana e il più giovane turista spaziale.

Pure le previsioni sembrano fornire rassicurazioni per il “disco verde” al primo volo suborbitale con equipaggio per il razzo della Blue Origin: l’obiettivo è raggiungere la quota di 100 chilometri facendo provare all’equipaggio la condizione di microgravità, ossia la medesima mancanza di peso che avvertono gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss), per quasi tre minuti.

Un volo, questo, non casuale: infatti avviene nel cinquantaduesimo anniversario dello sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna. Inoltre, ha luogo a distanza di pochi giorni dal successo ottenuto dalla Virgin Galactic con a bordo Richard Branson. Tra le altre cose, per Blue Origin si tratta del primo volo commerciale con uomini a bordo. A tal proposito Ariane Cornell, direttore delle vendite dei voli umani di Blue Origin, ha ammesso: “Abbiamo intenzione di fare altri due voli quest’anno e molti altri in futuro. Abbiamo già una lista di clienti interessati”.

Non mancano le curiosità. Un esempio? I voli con Virgin Galactic sono stati venduti a 250mila dollari mentre non è noto il costo per quelli di Blue Origin. A quanto pare, uno dei quattro posti del lancio inaugurale era stato venduto all’asta per ventotto milioni. Poi il colpo di scena: il vincitore (anonimo) ha fatto un passo indietro – per altri impegni – consentendo così l’ingresso del giovane Oliver Daemen.