Putin non sarebbe contrario a un vertice con Zelensky
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Ci sono “discussioni in corso”. Per la prima volta dall’invasione russa dell’Ucraina del 2022, Vladimir Putin non ha rifiutato l’idea di un faccia a faccia con Volodymyr Zelensky. A patto che all’incontro partecipi anche Donald Trump. La disponibilità di Mosca è stata accolta, per la prima volta, dopo l’incontro tra l’inviato statunitense Steve Witkoff e il capo del Cremlino. Un incontro del genere è stato cercato più volte dal leader ucraino, ma finora la Russia aveva ignorato le richieste, giudicandolo fattibile solo ad accordo raggiunto per la fine del conflitto.

“Ci stiamo avvicinando alla risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina”, ha detto il tycoon in un recente intervento. Anche secondo Putin i due Paesi potrebbero essere pronti per “raggiungere un accordo”, ma senza oltrepassare la linea rossa del Donbas. È una terra “storicamente russa”, ha ricordato il capo del Cremlino. Eventuali futuri colloqui trilaterali tra Russia, Usa e Ucraina dovrebbero concentrarsi sulle garanzie di sicurezza anche per Mosca, discutendo le questioni più ampie relative alla sicurezza europea. Lo zar ha quindi ribadito che la Russia non si sta preparando alla guerra contro il Vecchio continente. Ciò che è certo, intanto, è che il mese prossimo riprenderanno i contatti trilaterali tra Mosca, Kiev e Washington. Saranno gli emissari però a parlare: i tre leader, ancora, non si vedranno. Kirill Dmitriev, un alto consigliere di Putin, ha comunque detto che ci si sta muovendo “verso una pace a lungo termine che garantirà la sicurezza di Russia, Ucraina ed Europa”.

Volodymyr Zelensky, nel frattempo, ha denunciato ulteriori bombardamenti russi nella notte: almeno tre nuove ondate di missili su Kiev, mentre è stata colpita una centrale termoelettrica. “I danni – ha fatto sapere il presidente ucraino – sono ingenti”. Il leader di Kiev ha affermato che nei giorni scorsi l’esercito russo ha colpito “persino un monastero”. Stamattina 270 ucraini liberati sono stati accolti in patria da Zelensky. Molti erano prigionieri dal 2022. La maggior parte sono uomini e combattenti che hanno partecipato alla difesa di Mariupol. “Tornano a casa anche difensori impegnati nei settori di Donetsk, Luhansk, Kharkiv, Zaporizhzhia, Kherson, Kyiv, Mykolaiv e Chernihiv”. Sono stati liberate anche cinque persone che si credeva fossero morte durante l’attentato terroristico russo a Olenivka, nel luglio 2022. Nell’est dell’Ucraina, invece, a causa dei continui bombardamenti russi, è stata decisa l’evacuazione forzata delle famiglie con bambini da tutti gli insediamenti delle comunità di Kramatorsk e Slavyansk, le due cittadine che sono l’obiettivo più ambito delle truppe di Mosca per completare la conquista della regione del Donetsk.

Aggiornato il 23 ottobre 2026 alle ore 16:57