Spagna: Sánchez convoca elezioni anticipate
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Il premier spagnolo è affondato sulla crisi abitativa. “Ho deciso di convocare oggi stesso il Consiglio dei ministri, per sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate il prossimo 29 novembre”, ha detto stamattina Pedro Sánchez. Il presidente spagnolo, in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, ha annunciato il ritorno anticipato alle urne. Un invito alla cittadinanza a scegliere “che ruolo vuole giocare: se unirsi all’ondata di estrema destra che regredisce laddove governa” oppure “dare alla Spagna una maggioranza progressista più ampia”, perché continui a essere “un baluardo di apertura e giustizia sociale e un punto di riferimento mondiale di pace, femminismo e prosperità”, ha aggiunto il capo del governo. Venerdì scorso il Parlamento spagnolo aveva bocciato i decreti sull’emergenza abitativa – carnefici del governo i deputati catalani di Junts – e dopo una pausa riflessiva con gli alleati, durata tutto il weekend, Sánchez ha deciso di sciogliere le camere con nove mesi di anticipo.

Secondo l’esecutivo, domani il governo riuscirà ad approvare le nuove misure sulla casa. Queste saranno sottoposte al voto della Diputazione permanente del Congresso. Lo confermano fonti della Moncloa citate dai media spagnoli. La procedura consentirà all’esecutivo di evitare il voto di convalida sulle misure sulla casa nella seduta plenaria della Camera bassa e, soprattutto, di prescindere dai voti della forza di destra, Junts per Catalunya, che aveva bocciato insieme al Partito popolare e Vox mettendo in minoranza le forze alleate. La Diputazione è un organo costituzionale per gli affari correnti, composto da 69 membri – compresa la presidente della Camera, Francina Armengol – al momento espressione dei progressisti. Con la nuova iniziativa sulla casa, Sánchez punta a una risposta politica alla bocciatura dei decreti e alle proteste sull’emergenza abitativa.

“La Spagna dirà quello che pensa, finalmente decideranno gli spagnoli”, ha esclamato il leader del Partito popolare, Alberto Núñez Feijóo, nel commentare lo scioglimento delle cortes. “Tornerà a parlare la maggioranza e non soltanto pochi”, ha aggiunto il leader dei conservatori spagnoli. Feijóo è stato uno dei politici all’opposizione che più ha preteso le dimissioni di Sánchez e le elezioni anticipate. Nel 2023, il suo partito, è stato il più votato in Parlamento. Il presidente dei popolari, tuttavia, non era riuscito a formare un governo, per la mancanza di sostegni parlamentari, a parte quelli della destra di Vox. “Sono cosciente della dimensione del lavoro da fare: non mi tremeranno le vene ai polsi”, ha detto Feijóo dal fortino dei popolari a Madrid.

I sondaggi, al momento, danno il Partito popolare in vantaggio. Il Pp avrebbe sei punti in più rispetto al Psoe e Vox (dato in ascesa). Così le destre potrebbero ottenere 190 seggi, quando la maggioranza in Parlamento è di 175 seggi. “Siamo scesi in piazza molte volte in questa legislatura con l’impegno di riparare la Spagna. Ora abbiamo l’opportunità di farlo nelle urne”, ha proseguito Feijóo. “Sono mosso solo dal desiderio di servire il Paese per lasciarci alle spalle questa tappa oscura della sua storia”, ha aggiunto. E ancora: “Voglio poter dire entro 54 giorni, che questo muro non esiste più”, ha concluso, facendo appello all’elettorato del Pp alla mobilitazione.

Aggiornato il 05 ottobre 2026 alle ore 16:05