Il negazionismo dell’evidenza e la soggettività sono i pilastri dell’attuale narrazione del Sanchismo che, mentre danneggia la Spagna, viene elogiato da Roma durante la festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Terra!
Elly Schlein ha proclamato che “c’è qualcun altro lì dentro, in quella famiglia con cui ci troviamo allineati e ci diamo una mano. Ed è il Governo di un Paese che negli ultimi tre anni ha avuto una crescita del 9,2 per cento, quattro volte quella dell’Italia sotto il Governo di Giorgia Meloni. Ed è Pedro Sánchez”. Non precisa però che la crescita della Spagna nel triennio è in gran parte un rimbalzo ritardato dovuto al crollo più grave subito durante la pandemia (-11,2 per cento contro il -9,0 per cento dell’Italia) e alla sua ripresa più tardiva; né che nello stesso periodo l’inflazione accumulata in Spagna si è attestata intorno all’8,4 per cento (contro il 3,5 per cento registrato in Italia), né che i dati degli organismi ufficiali (Banco de España, INE, Eurostat e AIReF) mostrano un deterioramento o una stagnazione dell’economia spagnola in diversi indicatori strutturali chiave da metà 2018, ovvero dall’insediamento di Sánchez.
Purtroppo non è l’unica a propagare nel Belpaese la realtà distorta fornita da Sánchez e dai suoi seguaci voltando le spalle agli spagnoli. Nella medesima sede Angelo Bonelli ha affermato che la tragedia che ha provocato decine di morti in mare è stata utilizzata dalla destra europea e italiana per una strumentalizzazione politica senza precedenti, fino ad arrivare alla sospensione di Schengen. Tuttavia, ciò che davvero non ha precedenti è la manifestazione indetta ufficialmente dall’Associazione della Truppa e della Marina Spagnola (ATME) per il 16 settembre di fronte alla necessità di rivendicare che le forze armate sono allo stremo e di esigere il loro riconoscimento come pubblici ufficiali nella Città Autonoma; né il fatto che lunedì l’Unione Federale di Polizia (UFP) a Ceuta abbia richiesto “con urgenza” l’intervento del Governo di fronte alla “situazione limite e al collasso assoluto” che vivono gli agenti della Polizia Nazionale, in seguito all’infarto subito da un’agente presumibilmente a causa del livello brutale di stress, poiché lavorano in turni di oltre 15 ore, dormono su materassi sudici (mentre gli immigrati li usano nuovi di zecca) e hanno il divieto assoluto di prendere ferie (a differenza del Presidente), mentre prevedono che, se non verranno dotati del personale sufficiente per operare con garanzie di sicurezza, subiranno una tragedia irreparabile.
Schlein tende la mano a un presidente che ignora le richieste d’aiuto dei propri connazionali e delle forze dell’ordine. Giorni prima dell’invasione, quando il presidente e sindaco di Ceuta Jesús Vivas sollecitava già l’attivazione dello stato di emergenza nazionale (tuttora mai proclamato), dall’Esecutivo sono arrivati persino a chiedergli di smettere di telefonare, perché stava diventando “pesante”. Oggi, nonostante i documenti declassificati dalla Moncloa confermino l’esistenza di una ventina di avvisi preventivi emessi dai servizi segreti e dalle forze dell’ordine, il ministro dell’Interno continua a scaricare ogni responsabilità del Governo per la mancata prevenzione addossandola al Centro Nacional de Inteligencia, sostenendo al contempo che la situazione a Ceuta sia di “insicurezza soggettiva”. Eppure, i dati oggettivi presentati da Vivas mostrano la vera realtà: i dossier sulla sicurezza sono schizzati da 778 nell’agosto 2025 a 5.233 nell’agosto di quest’anno, mentre le aggressioni sono passate da 67 a 1.001.
Sánchez sostiene che Ceuta debba abituarsi alla propria “realtà strutturale” migratoria e, di fatto, opera in questa direzione, ad esempio, fornendo Wi-Fi gratuito con una copertura di circa 200 metri alle migliaia di immigrati presenti nella città; 13mila secondo Marlaska e circa 20mila secondo le forze dell’ordine (tra cui alcuni giunti fino alla penisola iberica e tre espulsi per legami con il radicalismo jihadista).
Incoerenza, soggettività, abbandono e paura scandiscono la realtà del confine meridionale dell’Europa, dove lo strumento politico è l’immigrazione, non la sospensione di Schengen.
Di fronte ad alleanze come quelle della Schlein, i cittadini di Ceuta si sentono abbandonati perché o si sta con Sánchez o si sta con Ceuta e con la Spagna; tuttavia non si rassegneranno a vivere nella sottomissione e hanno dichiarato che si riprenderanno la propria città e i propri diritti.
Ma non possono farcela da soli e reclamano che l’Europa smetta di voltarsi dall’altra parte, lanciando un SOS per la Frontiera Sud!
Aggiornato il 16 settembre 2026 alle ore 10:14
