Usa-Iran: nuova escalation nel Golfo
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Gli Stati Uniti, questa notte, hanno affondato cinque petroliere iraniane. La risposta agli attacchi di Teheran di ieri contro una nave da guerra americana è arrivata con distruzione e precisione. Il Centcom ha confermato su X l’operazione dell’esercito americano.

Ogni volta che l’Iran “prenderà di mira navi della Marina statunitense, perderà petroliere”, ha ammonito il segretario di Stato Usa Marco Rubio in conferenza stampa. L’unità statunitense “è riuscita a evitare i tentativi di attacco iraniani e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione” si legge nel post del Comando centrale, in cui si precisa che “nessun componente del personale americano è rimasto ferito”. E ancora: “Il Centcom ha distrutto le petroliere dell’Irgc M/T Kaviz, M/T Charminar, M/T Horizon 1 e M/T Riesco nel Golfo di Oman, nonché la M/T Derya vicino all’isola di Kharg. Le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inservibili”. Le cinque petroliere distrutte facevano parte di una presunta rete di commercio occulta e multimiliardaria che finanzia il Corpo delle guardie rivoluzionarie della Repubblica islamica e i suoi proxy nella regione. E l’Iran non è riuscito a proteggerle.

Le guardie rivoluzionarie hanno risposto ai raid statunitensi attaccando due navi da guerra, otto petroliere e una decina di altre imbarcazioni. Ma la dichiarazione dei pasdaran è stata subito “corretta” dal Centcom, che ha smentito l’affermazione delle guardie secondo cui l’Iran avrebbe colpito due navi militari americane. I cacciatorpedinieri della Maria Usa sarebbero usciti illesi dalla rappresaglia iraniana. “Nessuna nave da guerra della Marina statunitense è stata colpita; tutti i tentativi di attacco dell’Irgc sono falliti”, ha dichiarato il Centcom aggiungendo che le forze statunitensi hanno distrutto 10 petroliere iraniane nel corso dell’ultima settimana. I pasdaran hanno inoltre dichiarato di aver bombardato una base militare statunitense in Giordania. Secondo quanto riportato dall’agenzia Mehr, le forze aerospaziali del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche hanno lanciato un’operazione punitiva contro la base statunitense di al-Azraq in Giordania con pesanti attacchi missilistici, utilizzando missili balistici a propellente solido e liquido. L’operazione ha preso di mira gli hangar di riparazione e manutenzione, le aree di preparazione e le posizioni di schieramento dei velivoli da guerra F-35, F-16 e F-15, nonché gli hangar dei caccia.

Nel frattempo, un report della Cnn ha riportato al centro dell’attenzione i “famosi” siti nucleari iraniani. Un gruppo di analisti ha esaminato sei anni di immagini satellitari, ed è arrivato alla conclusione che nel 2026 il sito di Natanz è stato oggetto di “un’intensa attività di costruzione”. A partire dallo scoppio della guerra con gli Stati Uniti. Lo stabilimento di Pickaxe Mountain, celato sotto una coltre di granito, è oggetto di continue discussioni tra Cia e altre agenzie di intelligence, essendo considerato il luogo dove l’Iran potrebbe proteggere le sue testate nucleari. Dall’analisi di immagini satellitari condotta dal think tank Center for strategic and international studies, condivisa in esclusiva con la Cnn, è arrivata la conferma: la struttura sotterranea è “probabilmente” progettata per fungere da rifugio sicuro per il programma nucleare iraniano.

Aggiornato il 09 settembre 2026 alle ore 14:25